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È morto “Carreddu”, lo stilista degli olianesi

È morto “Carreddu”, lo stilista degli olianesi

Classe 1933, l’artigiano aveva vestito generazioni di abitanti del borgo barbaricino, inventando uno stile tutto suo

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OLIENA. Scompare lo stilista degli olianesi. È morto domenica scorsa Antonio Efisio Carrus, “Carreddu”. Per tutti, il sarto. Una morte improvvisa la sua, segnata da una breve e inesorabile malattia. Classe 1933, l’artigiano aveva vestito generazioni di abitanti del borgo barbaricino, inventando uno stile tutto suo. Non più solamente i classici abiti di velluto, ma collezioni elaborate e rifinite, che utilizzano la stoffa e caratterizzano la cosiddetta moda “a sa civile”. Il suo marchio, inconfondibile, nasce nei primi anni del boom economico, il lontano 1956. Quando inaugurò la sua sartoria. Il massiccio banco da lavoro, acquistato dal vicino falegname di “sa untana nova”, lo aveva trasportato a piedi, aiutato da alcuni amici. Da allora Carreddu ha operato senza sosta, fino a qualche settimana fa. Tra manichini, con forbici e metro, nel suo studio di via Giovanni XXIII, per quasi sessant’anni. Facendo di quella stanzetta che ospitava il suo laboratorio uno dei punti d’incontro e di osservazione privilegiati della società sarda e delle sue comunità. Qui sono passati tanti forestieri, committenti pubblici e privati. Qui sono nate le divise dei primi corpi di polizia municipale. Qui hanno imparato nomi eccellenti della sartoria. Qui sono venuti a farsi confezionare completi elegantissimi alcune personalità della politica isolana. Un elenco di clienti tenuto segretissimo, in virtù di quel senso di riservatezza, che era per “tziu Antoni” espressione del suo animo umile, della personale concezione del proprio mestiere, appreso da quando aveva solo tredici anni. Era un uomo semplice e positivo, “tziu Antoni”, uno che non si è mai montato la testa e che ha saputo affrontare le difficoltà della vita, contando sempre sul suo inguaribile ottimismo. Uno di quelli che, purtroppo, fa poca notizia e di cui si vorrebbe sentir parlare ogni giorno. (ma.s.)

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