Dieci anni di storia criminale in Sardegna

Presentato nei giorni scorsi il rapporto di ricerca: nel Nuorese il primato delle coltivazioni di cannabis

NUORO. Dieci anni di Sardegna criminale. È stato presentato alla Camera di Commercio il quarto rapporto di ricerca sulla criminalità in Sardegna. La tavola rotonda, organizzata dall'ordine degli avvocati di Nuoro e dalla scuola forense in collaborazione con la Lariso, il garante dei detenuti e l'Università di Sassari, ha indagato attraverso i dati raccolti un decennio di violenza nell'isola, dal 2004 al 2014, contraddistinto da importanti passaggi chiave che ne hanno mutato l'aspetto e che aiuta a capire quali siano le attuali tendenze a delinquere nel territorio sardo. Una mutazione che vede come fenomeno criminale emergente le coltivazioni illegali di cannabis. Nell'isola nell'arco di quattro anni dal 2010 al 2014, sono state sequestrate oltre 30.479 piante di cannabis, per un totale di 516 coltivazioni illegali. Il primato va alla provincia di Nuoro che registra una costante crescita dal 2010 ad oggi. Dati che confermerebbero una trasformazione profonda della criminalità sarda, collocata in una prospettiva più ampia che presupporrebbe l'ipotesi di una progressiva infiltrazione criminale organizzata di stampo mafioso e una sovrapposizione rispetto a certi settori della criminalità sarda. Aprendo una riflessione e aggiungendo un interrogativo: c'è un rapporto tra attentati e coltivazioni illegali di cannabis? Infatti sovrapponendo le mappe territoriali della Sardegna riguardanti gli attentati e quelle che parlano delle coltivazioni illegali di cannabis, si notano coincidenze e corrispondenze. Nel triennio 2011-2014 ci sono stati nell'isola ben 1377 attentati e 1605 nei cinque anni precedenti. Nuoro e Ogliastra sono i territori più colpiti, con un’ incidenza maggiore nei comuni di piccole dimensioni, anche se l'ultimo report vede per così dire nuove aree colpite dal fenomeno come Cagliari, Sassari e Oristano. Il nuovo fenomeno criminale emergente cambia le regole e si trasforma. Il discorso cambia se si parla di rapine. Negli ultimi cinque anni si registra un calo, e da 1323 nel quinquennio 2005-2010, si è passati a 914, collocandosi nettamente al di sotto della media nazionale. I comuni più colpiti sono Cagliari, Sassari e Olbia. E se il ricorso all'omicidio, consumato e tentato, continua ad essere nell'isola uno dei modi per risolvere controversie e conflitti tra singole persone o gruppi, confermando una tendenza stabile seppur al di sopra della media nazionale (196 omicidi e 386 tentati) con un tasso crescente dal 1998 in poi, per quanto riguarda i tentati omicidi l'andamento è meno lineare, e vengono registrati anche picchi verso il basso nel triennio 2007, 2009 e 2012, confermando però una tendenza stabile verso l'alto. Le vittime sono prevalentemente uomini adulti e gli autori sono per la maggior parte maschi.

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