La Nuova Sardegna

Nuoro

Denti: conti a posto, torno al mio lavoro di commercialista

di Paolo Merlini

«Per la prima volta dopo anni il Comune non è più in rosso» Le strategie di risanamento, a partire dal recupero crediti

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. «Il mio obiettivo era lavorare per il risanamento dei conti del Comune e segnare una strada, che mi auguro venga perseguita. Prima di questa esperienza, da commercialista, i conti della pubblica amministrazione erano il mio cavallo di battaglia. Non ero candidata, non sono espressione di alcuna forza politica. Mi è stato chiesto di dare una mano e ho cercato di farlo». Lina Dettori, assessore al Bilancio, si dimette dopo due anni e mezzo di lavoro nella giunta Soddu, e lo fa senza polemiche.

«Voglio tornare alla mia professione, che ho terribilmente trascurato in questi anni, non c’è alcun retroscena politico nelle mie dimissioni». L’addio agli uffici di via Dante è questione di giorni, con tutta probabilità entro l’anno.

Poche settimane dopo il suo insediamento, nel giugno 2015, Denti aveva convocato una conferenza stampa per denunciare lo stato prossimo al tracollo delle finanze del Comune, indebitato per decine e decine di milioni. «Quando abbiamo preso in mano la situazione non sapevamo esattamente cosa ci fosse. Il bilancio presentava una situazione molto compromessa anche dal punto di vista della rappresentazione», dice.

C’erano artifici contabili o non era di facile lettura?

«Trovammo una situazione di grave emergenza finanziaria, il tracollo sembrava imminente: il conto corrente del Comune era in rosso per 9 milioni di euro, i debiti per fatture scadute ammontavano ad altri 9 milioni. Semplicemente il Comune non onorava i debiti con i fornitori e le imprese. Insomma, un insieme di situazioni patologiche già messe in evidenza sia dall’ex dirigente sia dai revisori dei conti. E anche dalla Corte dei Conti. Gli equilibri di bilancio venivano garantiti dal riporto ultradecennale di partite di credito e di debito che non erano suffragate da alcuna giustificazione».

Di che cifre si parla e come avete operato?

«Trovammo 102 milioni di crediti non riscossi, molti dei quali antecedenti al 1999, dunque una voce inaffidabile. Le nostre azioni si sono orientate in due direzioni: prima cercando di avere una fotografia più nitida possibile della crisi, poi creando azioni d’urto, in particolare nei primi sei mesi. Un’azione di pronto soccorso».

Torniamo ai crediti. Come avete operato?

«C’erano somme di tantissimi anni fa sulle quali l’ente non aveva neppure fatto solleciti. Ufficialmente non risultava nulla. Si rischiava di non recuperare niente. Da 102 i milioni sono diventati 40: in gran parte abbiamo dovuto cancellare appostazioni contabili che non avevano più i requisiti per essere chiamati crediti. Dalla nostra abbiamo avuto anche la figura di un ufficiale della riscossione: in un anno ha fatto più di 1400 ingiunzioni, portando a casa il 30% dell’importo richiesto. Per fare un esempio, Equitalia non andava oltre l’1,9%».

Come sono ora i conti del Comune?

«Non sono più in rosso. Non capitava da anni».

Tutto a posto dunque?

«Si deve avere il coraggio di continuare e ci vuole determinazione. L’unica cosa che non mi ha facilitato il compito è che il settore bilancio è fortemente disorganizzato, terribilmente sotto organico e non ha ancora un dirigente titolare, ma il segretario comunale che lo ricopre ad interim. In questo modo l’ambito perde di strategicità».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L’allarme

Le mani delle mafie su Alghero, il procuratore Patronaggio: «Organizzazioni criminali si sono infiltrate nel tessuto della città»

di Francesco Zizi
Le nostre iniziative