L’Efi premia la Sardegna: isola europea delle foreste

L’organizzazione European Forest Institute assegna il titolo 2018 alla Regione. Pigliaru: «Ora la conservazione va coniugata con un nuovo modello di sviluppo»

NUORO. La Sardegna è l’isola europea delle foreste per il 2018, dice l’European Forest Institute (Efi), organismo finanziato dall’Ue con sede in Finlandia che si occupa di creare sinergie internazionali nell’ambito della ricerca e della tutela dell’ambiente boschivo. Ogni anno l’Efi assegna il titolo di European Forest City alla città che ospita la sua conferenza annuale: per il 2018 la scelta è caduta su Alghero, dove a settembre si svolgera il 25esimo congresso dell’istituzione, ma il premio è stato assegnato all’intera isola, che così ha ricevuto il premio European Forest Island 2018.

La motivazione. La cerimonia di consegna si è svolta simbolicamente a Nuoro, dove ha sede l’unico corso di laurea in scienze forestali e ambientali della Sardegna, e dove da tempo è in programma l’istituzione di una scuola regionale di formazione del corpo forestale. Il premio è stato consegnato dal direttore dell’Efi Marc Palahi al presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru ieri mattina all’auditorium del museo etnografico. Motivazione: «Per l'impegno nella salvaguardia delle foreste e la selvicoltura mediterranea e per i consistenti investimenti a favore del patrimonio forestale e della bioeconomia delle risorse rinnovabili». Ma sono i numeri a dire della specificità ambientale dell’isola, prima delle attestazioni di merito: la Sardegna è la Regione con il patrimonio boschivo più imponente d’Italia in termini di estensione: quasi un milione 250mila ettari, pari al 52% per cento dell’intero territorio (complessivamente i boschi italiani si estendono per 11 milioni di ettari). Basti pensare, come ha ricordato l’ammi nistratore di Forestas Giuseppe Pulina che nel 1950 la superficie boschiva era pari al 15 per cento dell’isola.

Poi c’è la legge forestale di cui la Regione si è dotata lo scorso anno, come ha ricordato l’assessora all’Ambiente Donatella Spano. «La Sardegna ha compiuto un passo fondamentale di tipo normativo, dando vita alla prima legge forestale regionale, la 8 del 2016, in linea con le direttive europee. Una norma che si basa sulla gestione sostenibile, sull'attenzione ai cambiamenti climatici e sulla ricerca forestale».

Ruolo guida. L’isola dunque come un laboratorio vivente sulla natura, come ha sottolineato il direttore dell’Efi: «Oggi non stiamo solo riconoscendo gli sforzi compiuti in passato dalla Regione Sardegna per garantire la gestione sostenibile degli ecosistemi forestali, ma ancora di più, con questo premio vogliamo incoraggiare la Sardegna a essere la guida in futuro nel Mediterraneo di un sistema che mette le foreste al centro dello sviluppo sostenibile». Un auspicio fatto proprio dal presidente Pigliaru: «Lavoriamo con determinazione per mantenere, proteggere e valorizzare il nostro patrimonio forestale sia dal punto di vista normativo che operativo, puntando nello stesso tempo a renderlo fonte di ricchezza e benessere. E questa visione sostenibile, che coniuga sviluppo e qualità ambientale, ci permette di gestire meglio i problemi, a partire dall’emergenza incendi».

I dubbi. Sardegna come un’isola felice, dunque? A riportare il dibattito su temi decisamente più concreti ha pensato il comandante del corpo forestale, Gavino Diana, che ha denunciato «l’enorme accumulo di una massa potenzialmente infiammabile», appunto i boschi, che rischiano di rimanere senza vigilanza, anche perché il corpo forestale ha un personale con un’età media superiore ai 50 anni e non si fanno più concorsi per nuove assunzioni.

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