Caseificio Rinascita, i Nas sequestrano 39 forme

Oliena, sigilli sui formaggi deteriorati: denunciati il presidente e il segretario La coop: già individuato il problema, i pezzi erano stati isolati lontano dagli altri

INVIATA A OLIENA. È certo una singolare coincidenza che lo stabilimento del Caseificio Oliena cooperativa Rinascita, sia stato costruito nella zona di Norgheri nel 1962. Lo stesso anno al quale risale la legge 283 che disciplina la vendita e la produzione di alimenti, sulla quale è inciampato il caseificio. Lunedì scorso i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità di Sassari, hanno controllato lo stabilimento e hanno posto sotto sequestro 39 forme di pecorino Calcagno deteriorato, stoccate in una cella separata dal resto della produzione, e hanno inviato due segnalazioni. Una al servizio Veterinario della Assl di Nuoro, e una alla procura della Repubblica. I carabinieri, coordinati dal luogotenente Gavino Soggia, hanno denunciato il presidente (da dieci anni) della coop Pasqualino Sole, e Tonino Congiu, segretario e responsabile dell’Haccp (l’insieme delle procedure che garantiscono qualità e salubrità agli alimenti). Le accuse riguardano proprio la violazione dell’articolo 5 della legge, lettere b e d, che vietano di vendere alimenti in cattivo stato di conservazione; insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione. Sotto sequestro anche la cella di stoccaggio, forme nastrate e destinate allo smaltimento.

Per la coop, quasi 60 anni di gloriosa storia, 50 soci, un milione di litri di latte lavorati l’anno e un fatturato di circa un milione di euro con una decina di prodotti ovini e caprini, un incidente di percorso. Lo spaccio, ieri mattina, era aperto: una specie di show room per le produzioni di Oliena, eccellenze del territorio. Il presidente Sole scuro in volto, a dispetto del cognome. «Diciamo subito che quelle forme di formaggio le avevamo separate dal resto della produzione e attendevamo le analisi per capire se potessero essere messe in vendita o destinate allo smaltimento. La visita dei Nas non ci ha impensierito, le riceviamo continuamente». Le questioni sulla conservazione eccepite dai carabinieri e costate la denuncia a Sole e Congiu le avevano già rilevate loro. «Ci siamo fatti parte diligente e abbiamo stoccato il formaggio in un luogo del tutto separato dalle altre otto celle – sottolinea Congiu –. Forse abbiamo peccato di ingenuità, nel senso che non abbiamo affisso un cartello alla cella, ma avevamo già provveduto a individuare il problema e abbiamo anche stilato le note interne di non conformità». I Nas hanno lavorato nell’ambito di servizi disposti dal ministero della Salute. «Le forme dovranno essere dissequestrate e smaltite, alla EcoSerdiana a Bitti», conclude Congiu. I due procedimenti, quello della Assl e della Procura, prendono strade separate. «Tutto il nostro comportamento evidenzia che stavamo già intervenendo per risolvere questo problema», concludono.

E di un «piccolo problema, ben poca cosa rispetto alla storia del Caseificio Rinascita», parla anche il presidente della Lega delle Cooperative, Totoni Sanna. Mentre il sindaco di Oliena, Bastiano Congiu, elogia una «realtà importante per il territorio, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale, visto che coinvolge 50 soci. Una storia lunga, fondata sulla serietà e sull’eccellenza dei prodotti»

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