Bosa, incidente al teatro: l’ex sindaco non c’entra

Il pronunciamento del giudice che propone alle parti una conciliazione: il Comune risarcisca 385mila euro alla famiglia Ladu con l’assicurazione

BOSA. Non è una sentenza, ma il giudice della sezione civile del tribunale di Oristano ha parlato assai chiaro. Ha fatto una proposta di conciliazione sul caso del risarcimento danni chiesto dalla famiglia Ladu dopo che il loro parente Salvatore rimase gravemente menomato in seguito a un incidente avvenuto all’interno del teatro comunale. Una porta di un bagno gli crollò addosso a maggio del 2010 mentre era in corso un’esposizione. Cinque anni più tardi, Salvatore Ladu morì dopo che il percorso della sua malattia ebbe un’accelerazione dovuta proprio alle conseguenze di quell’infortunio.

Il legame tra il decesso e l’incidente è stato stabilito proprio dalla perizia disposta dal giudice e ora è principio fondante dell’ultimo pronunciamento del magistrato che, per prima cosa, chiama fuori dai giochi l’ex sindaco Piero Casula; individua quindi come responsabile l’amministrazione comunale in genere; infine dice che il risarcimento dovrà essere pagato dalla Sara Assicurazioni che pretendeva di tirarsi fuori sostenendo che la polizza di copertura per gli incidenti era nulla.

Quella del giudice non è però ancora una sentenza, bensì una proposta di conciliazione per cui spetta ora alle parti decidere se accettarla oppure se proseguire nella causa e, nel caso in cui la sentenza dovesse ricalcare questo recentissimo pronunciamento, rischiare anche di pagare un risarcimento superiore. Per ora la somma stabilita come ristoro per i danni subiti dalla moglie e dai quattro figli di Salvatore Ladu è stata indicata in 385mila euro ripartiti in maniera differente a seconda del ruolo avuto anche nell’assistenza al malato. Il giudice spiega che l’incidente al teatro causò un grado di invalidità tra il 18 e il 20% e che questo infortunio accelerò drasticamente il decorso della malattia già in corso.

La morte arrivò dopo cinque anni e in quel periodo anche le condizioni di vita dei familiari peggiorarono per via della sempre maggiore assistenza che Salvatore Ladu richiedeva, oltre che per il dolore nel vedere il proprio caro in quello stato.

Il quadro della vicenda è questo, poi arrivò la causa civile con la Sara Assicurazioni, assistita dall’avvocatessa Maria Giovanna Pisanu, che comunicò al Comune la sua indisponibilità a pagare i danni; il Comune che, assistito prima dall’avvocato Vittorio Delogu quindi dall’avvocato Gianni Massidda, a sua volta tirò in ballo l’ex sindaco Piero Casula e quest’ultimo che, assistito dall’avvocato Enrico Roda, non poteva fare altro che difendere se stesso. Restava spettatrice la famiglia Ladu che, assistita dall’avvocatessa Simona Pedde, che ora ha le prime certezze quanto otterrà. Il giudice è stato chiaro laddove «invita le parti a valutare seriamente la proposta conciliativa». E se non si arriva a un accordo, il rischio è che le spese di risarcimento siano ancora più alte.

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