Polistirolo in mare, a Dorgali scoppia la polemica

La spiaggia di Cala Gonone è stata invasa dal polistirolo

La sindaca: «Abbiamo recuperato tutto, grazie anche ai volontari. Ma c’è stata troppa ipocrisia, e allarmismo»

DORGALI. «Ipocrisia e allarmismo invadono Cala Gonone», cosi l’amministrazione comunale di Dorgali, guidata dalla sindaca Maria Itria Fancello, accompagna il suo intervento dopo la notizia del danneggiamento della barriera antinquinamento posizionata di recente a protezione della spiaggia centrale di Cala Gonone, causata dalla mareggiata di lunedì scorso. «Un’importante mareggiata, con onde superiori a 3,5 metri- dice il sindaco – ha insistito sulle nostre coste negli ultimi giorni, provocando, com'è normale, quando la forza del mare si fa sentire, qualche danno e forti ondate di ipocrisia e allarmismo “di rimando”. Lo scorso 9 aprile, veniva fornito e messo in opera, su indicazione dell’amministrazione dorgalese, il metodo di “panne galleggianti accoppiate al sistema Booms” per la degradazione e la bonifica da idrocarburi dello specchio acqueo antistante la Spiaggia Centrale di Cala Gonone. Una soluzione assolutamente innovativa e sperimentale, che vede il nostro paese primo protagonista di questo tentativo di porre rimedio a un problema ultradecennale: il sovrasfruttamento dello storico specchio acqueo da parte delle numerosissime imbarcazioni che popolano il nostro meraviglioso litorale».

Secondo la sindaca, tuttavia, proprio perché si tratta di una soluzione sperimentale e innovativa, «oggi ci porta a fare una doverosa “analisi del giorno dopo”: urge trovare una formula per il riposizionamento che permetta da un lato, l’utilizzo di materiali “più adatti” per il galleggiamento del sistema Booms; e dall’altro lato, un più agevole ancoraggio ed, eventualmente, recupero del sistema in caso di mareggiate».

Maria Itria Fancello spiega anche che l’amministrazione è comunque intervenuta da subito per fronteggiare il problema: «Abbiamo provveduto a recuperare i supporti in polistirolo – spiega la sindaca – grazie all’aiuto di alcuni volontari e degli operai comunali. Abbiamo potuto quindi verificare che detti supporti non hanno subito alcuna degradazione, anche considerato il poco tempo trascorso in mare, e si presentano di fatto integri. Sono stati quindi facilmente recuperati e verranno smaltiti a cura della ditta che si è occupata dell’installazione (Impremar). Stamattina abbiamo sentito telefonicamente la responsabile di Geolana e questo pomeriggio incontreremo i responsabili di Impremar, nonché il delegato della locale Capitaneria di porto e alcuni esperti locali, con l’obiettivo di valutare insieme come proseguire con questa sperimentazione riposizionando il sistema in un modo ancora migliore. Tante sono, infatti, le manifestazioni di disponibilità che abbiamo ricevuto in queste ore da chi sente la necessità di mettersi a disposizione per salvaguardare il nostro litorale, come ad esempio il direttore marittimo di Olbia Maurizio Trogu, che ha manifestato compiacimento per l'immediata risposta da parte dell’amministrazione.

Anche il presidente del Club Nautico Cala Gonone esprime la sua solidarietà. «Cosa rimane, quindi, dell'esperienza di questi ultimi giorni? – dice – Tanta voglia di migliorarsi e un po’ amarezza. Soprattutto nel constatare l’ipocrisia e la voglia di allarmismo di chi, all’indomani di una mareggiata, anziché rimboccarsi le maniche e contribuire alla sistemazione e al ripristino del litorale, si erge in cattedra e, alla ricerca di facile visibilità, tenta il colpaccio sui giornali inventando di sana pianta dati e circostanze assolutamente inverosimili».
 

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