«A Orosei non ci sono più Serve una nuova verifica»

Il primo cittadino Nino Canzano spiega il suo appello al presidente della Regione «Chiediamo alla giunta guidata da Solinas un atto di annullamento in autotutela»

OROSEI. «Ho scritto al presidente della giunta Solinas e ai capigruppo in consiglio regionale per evidenziare il paradosso burocratico degli usi civici nel territorio comunale di Orosei, visto che quelli individuati insistono su aree urbanizzate da decenni, con centinaia di abitazioni costruite con regolare autorizzazione sulla base di quelle che erano le norme dell’epoca». Nino Canzano, sindaco di Orosei, spiega le ragioni del confronto che l’amministrazione comunale ha aperto con la Regione alcuni giorni fa per tentare di sbrogliare la matassa degli usi civici nelle frazioni turistiche, in particolare a Cala Liberotto. Per questo, la giunta Canzano chiede che gli usi civici di Orosei vengano sottoposti a una nuova verifica che evidenzi l’incongruenza tra quanto individuato dalle carte e la realtà, ormai pluridecennale, delle zone urbanizzate ed edificate (oltre a centinaia di abitazioni private, alcune strutture turistiche come l’Hotel Tirreno). «Nel corso dei vari incontri a ogni livello il Comune di Orosei ha ribadito come la specifica problematica degli usi civici accertati sul proprio territorio potesse essere risolta senza attendere l'emanazione di una nuova normativa, mediante un esame in contraddittorio con la Regione sulla base della documentazione fornita dal Comune e da tempo già in possesso della Regione. Ove infatti – continua la nota del sindaco – dalla documentazione d'archivio e storica risultasse inequivocabilmente l'inesistenza degli usi civici in determinate zone di territorio, i relativi mappali potrebbero essere immediatamente sgravati in regime di autotutela mediante un annullamento della determinazione regionale».

Per l’amministrazione Canzano la via da percorrere è questa, e non per esempio il trasferimento degli usi civici da Cala Liberotto al parco forestale di Bidderosa. Eventualità peraltro cassata in linea di principio da una recente sentenza della Corte Costituzionale. «Un atto del genere – conclude il sindaco – porterebbe inoltre il nostro Comune ad accollarsi le spese degli atti notarili per il nuovo status di ciascuna abitazione costruita sugli attuali usi civici, per non parlare delle cause di risarcimento che molti proprietari hanno annunciato a più riprese se dovesse permanere la situazione attuale». (p.me.)

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