Nuoro, le imprese di Pratosardo: «No al super carrozzone Zir-Consorzio»

La zona industriale di Pratosardo (foto Massimo Locci)

«Il Comune prenda le chiavi. Qui manca tutto: servono scelte, non poltronifici»

NUORO. «Non vogliamo un altro carrozzone: l'idea, l'ipotesi lanciata dalla Regione, di accorpare l'area industriale di Pratosardo, come tutte le altre Zir sarde, ai consorzi industriali provinciali, non solo non ci piace ma ci preoccupa anche tanto perché in questi anni di Zir commissariata gli unici interventi del Consorzio industriale provinciale che abbiamo visto qui non ci sono affatto piaciuti -vedi centro servizi abbandonato e diventato un ritrovo per cani randagi, e il centro di compostaggio che riempie tutta l'area di odori nauseabondi - e soprattutto sono passati sopra le nostre teste senza un minimo di consultazione. Per questo noi vogliamo continuare il percorso, aperto da tempo, che sta per approdare nel passaggio di consegne dell'area dalla Zir al Comune di Nuoro che ha manifestato interesse e volontà di prendere in mano tutto e che proprio negli ultimi giorni ha approvato un pacchetto di interventi da mettere in atto per Pratosardo, e vogliamo mantenere aperto il dialogo anche con la Regione, perché Pratosardo deve rinascere».

Marina Mastio

Giampiero Pittorra e Marina Mastio, rispettivamente presidente e vice del Consorzio operatori di Pratosardo, seduti nella sede dell'azienda di Pittorra, Tetto solare, che da tempo ospita le riunioni degli imprenditori di Pratosardo, insieme alle carte che hanno davanti raccolgono anche le parole, ricacciano indietro un po' di sconforto, e puntano dritti al sodo: ovvero alle proposte per far rinascere l'intera area e per farla uscire dalla fase di stallo

. «Qui - dicono, sconsolati - sono anni che non vediamo interventi seri e concreti per migliorare la zona. Qui, giusto per fare un esempio, manca anche la banale segnaletica, quantomeno adeguata, e tanti sono stati costretti a ritirare l'insegna della loro attività perché i costi sono troppi alti, idem per gli oneri di urbanizzazione ancora al 10 per cento, che certo non invogliano altri a venire qui per mettere su un'impresa». La lista delle "cose da fare" insomma, a Pratosardo, è talmente lunga e talmente datata, che sia Pittorra sia Marina Mastio la conoscono a memoria e non contano le volte che l'hanno ripetuta alle varie istituzioni alle quali hanno chiesto aiuto e interventi. Lo hanno fatto con il Comune negli ultimi anni - e i risultati, a quanto pare, si stanno vedendo soprattutto negli ultimi giorni con il via libera, da parte della giunta Soddu, al "pacchetto Pratosardo" - e nei giorni scorsi Pittorra e Mastio ne hanno parlato anche con la Regione, visto che l'assessore Anita Pili ha chiesto loro un elenco dei problemi dell'area.

Giampiero Pittorra

«Ma il problema fondamentale ora - spiega Giampiero Pittorra - è che non vogliamo che, come ha ipotizzato la Regione, anche Pratosardo venga accorpato al Consorzio industriale provinciale per creare un super-carrozzone che sarà attrattivo solo per la politica, e sempre più distante, invece, dalle aziende che vedranno costrette a pagare ulteriori oneri per l'ennesimo poltronificio. Noi vogliamo che il Comune, come ha ribadito anche negli ultimi giorni con l'assessora Eleonora Angheleddu, prenda il posse sso dell'area e faccia gli interventi che chiediamo da anni». «Con il Comune - aggiunge Pittorra - abbiamo da tempo intrapreso un percorso e vogliamo portarlo a termine. Sarà un percorso nel quale finalmente noi imprenditori della zona saremo protagonisti e saremo consultati e coinvolti per qualsiasi progetto che interessi l'area».

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