Traffico di finte spose dal Marocco in Sardegna: "La bambina diamola al vecchio"

Stroncato il giro di prostituzione gestito da una sessantenne da anni residente a Siniscola che, con le altre due persone arrestate, progettava di "vendere" anche una ragazzina di 8 anni

SINISCOLA. Il raggiro era apparentemente semplice ma diabolico. Prima si pianificavano dei matrimoni fittizi tra donne marocchine e cittadini italiani, che incassavano i soldi e poi sparivano. Poi le novelle spose arrivavano a Siniscola. Qui, dove da anni viveva e operava la mente del sodalizio criminale, una sessantenne marocchina, le ragazze venivano fatte prostituire nell'abitazione della donna con cui convivevano.

Tra gli episodi raccapriccianti finiti sotto la lente degli inquirenti durante la complessa indagine a conclusione della quale sono state arrestate tre persone, ce n'è uno considerato particolarmente allarmante relativo al gennaio 2019 e sul quale si è concentrata la massima attenzione. Le due donne marocchine al centro dell'indagine si trovano a bordo di un'auto sicuramente ignare di essere ascoltate dagli inquirenti che da qualche tempo stanno indagando su di loro.

Durante il tragitto le indagate oggetto della misura cautelare disposta dalla gip di Nuoro, Teresa Castagna, assieme al terzo uomo, discutono della possibilità di far arrivare in Sardegna una loro parente stretta, una bambina di 8 anni, per consegnarla a uno loro clienti anziani ("la bambina diamola al vecchio")

L'attività repressiva e di controllo alla frontiera ha fortunatamente impedito che la bambina arrivasse in Italia così come era stato ipotizzato nei dialoghi intercettati

Il servizio completo sul giornale in edicola e nella versione digitale

WsStaticBoxes WsStaticBoxes