La Cei a Tortolì per raccontare la mensa della Caritas

TORTOLÌ. A ottobre dello scorso anno, nell’area Centro commerciale Porrà, una società specializzata allestì il set e girò diversi video con attori locali non professionisti per la campagna di...

TORTOLÌ. A ottobre dello scorso anno, nell’area Centro commerciale Porrà, una società specializzata allestì il set e girò diversi video con attori locali non professionisti per la campagna di comunicazione “8xmille” della Conferenza episcopale italiana, realizzata dal Servizio per la promozione del sostegno economico della Cei. «La campagna – scrive in una nota la Cei – quest’anno fa tappa a Tortolì per raccontare la mensa della Caritas diocesana in cui vengono serviti oltre 60 pasti al giorno, consegnati anche a domicilio. Venne aperta poco prima del Natale 2015, a poca distanza da una struttura diocesana analoga a Lanusei. Un doppio segno di testimonianza evangelica avviato con 100mila euro provenienti dai fondi 8xmille della Chiesa cattolica». Ma c’è di più, perché viene anche ricordato come «nessuna periferia è lontana, in risposta all’impoverimento del territorio e al boom dei licenziamenti». I 15 progetti al centro della nuova campagna sono scelti tra le migliaia sostenuti in questi anni, in Italia e all’estero attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo. «Dall’aiuto alimentare – viene rimarcato dalla Cei – a progetti di nuova occupazione per i poveri». I volontari della mensa di Tortolì oggi arrivano a servire oltre 60 pasti al giorno. «Le tavole apparecchiate – spiega don Giorgio Cabras, direttore della Caritas diocesana Ogliastra – sono luoghi per raggiungere gli ultimi, anche con il centro ascolto, il servizio vestiario, il microcredito e per un periodo il Prestito della speranza, con cui sono stati avviati, ad esempio, piccoli allevamenti ovini, facendo rientrare adulti disoccupati o licenziati nel mercato del lavoro». La mensa solidale della Caritas diocesana serve 20mila pasti l’anno grazie a un team di oltre 50 volontari coordinati da un operatore e da tre suore.

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