Cibo e centenari in un libro fotografico

Villagrande, il progetto di Jennifer Cauli: in tour alla ricerca di ricette e “nonnini”

VILLAGRANDE STRISAILI. Londra – Ogliastra e ritorno. Una giovane fotografa di origini sarde ma che ha trascorso la sua vita tra Germania, Toscana e Inghilterra è tornata nell’isola per il progetto Acli contro lo spopolamento denominato “Brains to Sardinia”. Da qualche giorno Jennifer Cauli, nata a Muravera 35 anni fa, con la sua inseparabile macchina fotografica sta girando per i paesi ogliastrini alla ricerca di centenari e ricette tradizionali. Laurea in architettura all’università di Firenze e specializzazione in fotografia, da qualche anno si è trasferita nella capitale inglese dove lavora come “food photographer” ma ha colto al balzo l’occasione offerto dal bando del Crei (comitato regionale emigrazione e immigrazione delle Acli) per realizzare un progetto al quale tiene tantissimo: il libro fotografico “The elixir of life”. «Nel mio libro – sottolinea Jennifer – , che verrà pubblicato con testi in inglese, documenterò il connubio tra longevità e cibo».

Un binomio vincente se si considera che l’alimentazione viene ritenuta dagli esperti uno dei fattori alla base della longevità e che porterà alla ribalta del pubblico britannico non solo i tantissimi centenari che vivono nella Blue zone ma anche i piatti di cui si cibano.

«Sono all’inizio ma – dice – posso dire che sto vivendo una bellissima esperienza, a confronto con i centenari ogliastrini e con i produttori locali, che mi ha permesso, tra l’altro, di scoprire le mie radici». In questi giorni Jennifer ha avuto il suo bel daffare: tra una tappa a Villagrande Strisaili (paese che detiene il primato mondiale della longevità maschile), dove ha potuto fotografare la produzione dei “culurgiones”, e un salto a Seulo, dove invece ha intervistato zia Lillina, la nonnina del paese che va per i cento anni, la giovane donna ha realizzato migliaia di scatti. Resterà in Ogliastra sino al 5 ottobre, tra produttori di formaggi, miele, dolci e pasta e arzilli nonnini, per lavorare al progetto.

Un progetto che, con il contributo della Fondazione di Sardegna, è volto a contrastare la “fuga dei cervelli” e favorire il rientro di coloro che, spesso a malincuore, hanno lasciato la propria terra. «Jennifer assieme ad altri due giovani, Augustin e Paola è tra i primi partecipanti a questa iniziativa. L’obiettivo principale dell’iniziativa è gettare un ponte, ripristinare il contatto di questi giovani con la loro terra, in modo da valorizzare il capitale umano e trasformarlo in un volano per lo sviluppo della Sardegna« spiega il presidente del Crei Mauro Carta.



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