“Centenarian’s song”, ciak a Bortigali

Sono cominciate le selezioni degli attori per la docufiction sul canto nel Marghine

MACOMER. Le selezioni sono cominciate due giorni fa a Bortigali e proseguiranno ieri. «Hanno riposto in parecchi all'appello lanciato sui social – racconta il regista cagliaritano Matteo Fadda –. "Lo scopo dei casting è trovare alcune comparse ma soprattutto i tre personaggi principali della docufiction che, Covid permettendo, sarà pronta a ottobre». “Centenarian's songs”, Sentieri del canto nel Marghine verrà girata interamente nel territorio. «Per questo motivo cerchiamo gente del posto. Vivere qui o avere un profondo legame con uno dei dieci paesi dell'Unione dei comuni: sono alcune delle condizioni, oltre alla presenza scenica e alle doti artistiche, per poter far parte del cast».

In questa impegnativa e afosa due giorni l'attenzione si è focalizzata sulla ricerca di una signora, tra i 65 e i 100 anni, che dovrà interpretare il ruolo della nonna. Di una ragazza, la protagonista, di età compresa tra i 18 e i 25 anni e di un bambino tra i 9 e i 13. Come si può intuire, il cortometraggio avrà una parte documentaristica e una prettamente fiction. «Lo scorso febbraio, poco prima del lockdown – spiega Cinzia Unali, referente del progetto ideato dall'associazione Badde Salighes 1879 – erano iniziate le riprese. Attraverso la macchina da presa stavamo cercando di raccontare la storia dei tanti cori polifonici, a tenore e a cuncordu presenti a Macomer, Silanus, Bortigali e Lei. La loro – sottolinea – è una tradizione antica, con radici profonde. Proprio questo ci ha spinti a metterne in risalto la bellezza e a racchiuderne l'unicità in piccolo film. Purtroppo le misure anti coronavirus hanno imposto l'interruzione dei lavori, ma contiamo, nel rispetto delle regole, di riprendere appena possibile».

Il filo conduttore della trama è la musica. Partendo dal suo richiamo, una giovane universitaria, che studia ingegneria del suono, lascia la sua città natale Berlino per raggiungere la Sardegna. Più precisamente il Marghine, dove da piccola trascorreva le vacanze a casa della nonna materna. Luoghi e profumi la riportano alla sua infanzia. Grazie al cuginetto, invece, scopre la magia del canto. Quello che da sempre contraddistingue il cuore della Sardegna. Le melodie, particolari e inconfondibili, la trascineranno in una realtà fino a poco prima sconosciuta. «Si tratta di un progetto semplice e allo stesso tempo ambizioso – dice Cinzia Unali – Vogliamo valorizzare il nostro territorio e le sue peculiarità. Promuovere quello che di bello ha da offrire, a cominciare dalla tradizione canora».

«Centenarian's song racconta il ritorno alle origini attraverso lo sguardo delle nuove generazoni. La morale? Mettere i giovani nelle condizioni di restare o di far ritorno nella loro terra d'origine», conclude il regista Matteo Fadda.

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