Il treno dei sogni passa a Siniscola

Appello alla giunta Solinas per la realizzazione della ferrovia Nuoro-Olbia, con tappa intermedia in Baronia. Il sindaco: «Opportunità per turismo e sviluppo economico»

SINISCOLA. Così centrale tra Nuoro e Olbia e in terza posizione per numero di abitanti subito dopo i due capoluoghi barbaricino e gallurese, Siniscola si candida ad essere una delle principali fermate della possibile linea ferroviaria che dovrebbe collegare Pratosardo con l’aeroporto Olbia Costa Smeralda. L’amministrazione Farris è parte del fronte di azione congiunto per far sì che questo tratto importante del territorio nord orientale sia dotato di una rete considerata «di priorità assoluta e di rilevanza strategica». Cento i chilometri e quattro le fermate: oltre a Siniscola anche San Teodoro, Budoni e il tratto della 131 con svincoli per Bitti, Orosei e Dorgali. Un’infrastruttura, quindi, posta nelle vicinanze di centri costieri di grande rilievo turistico e con ricongiungimento alla linea già esistente Cagliari - Olbia.

All’unisono, i massimi rappresentanti istituzionali delle rispettive comunità coinvolte (oltre a Farris anche il posadino Roberto Tola, il budonese Giuseppe Porcheddu, il teodorino Domenico Mannironi e l’olbiese Settimo Nizzi) si sono quindi rivolti al presidente della Giunta regionale e all’assessore dei Trasporti «affinché si avvii un tavolo tecnico con Rfi per progettare e realizzare una nuova linea». Del treno a Siniscola è da tempo che se ne parla. I sindaci hanno ricordato le numerose petizioni popolari, tra cui l’ultima del 2017 proposta dal Comitato Trenitalia nuorese, le diverse interrogazioni parlamentari e le mozioni in Consiglio regionale.

Nella scorsa legislatura, il parlamentino sardo aveva approvato un dispositivo (con primo firmatario Roberto Deriu) per il completamento della dorsale Abbasanta-Olbia al fine di ricongiungere la parte tirrenica a quella occidentale. Nella nota inviata alla Regione, i primi cittadini hanno citato i dati relativi all’economia del territorio («colpita ben prima del 2008») e la mancanza di un servizio di trasporto merci e persone «indispensabile per la vita della stesse comunità che vi dimorano, per il loro benessere per il loro sviluppo». «Il servizio ferroviario – hanno aggiunto – si può configurare anche come un investimento che dia una vera accessibilità anche ai flussi turistici, in modo tale che il settore locale non sia per le comunità solo uno strumento di mera sussistenza ma di ricchezza e traino economico». Per Farris e colleghi la presentazione di un programma e di un accordo quadro pluriennale è «di vitale importanza sia per le comunità che rappresentiamo sia per l'economia della Sardegna».

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