Fonni fa il pienone col Summer camp

Successo dei corsi estivi di inglese promossi dal Comune Novanta bambini protagonisti insieme a cinquanta adulti 

FONNI. È terminata ieri l’esperienza del Summer camp per 90 bambini fonnesi dai 6 ai 14 che giocando e studiando hanno potuto approfondire maggiormente le proprie capacità con la lingua inglese. Un percorso nato su iniziativa della amministrazione comunale guidata da Daniela Falconi, e in particolare dell’assessora Raffaela Mureddu, il supporto e la logistica, fondamentali, dell’ufficio dei servizi sociali e la collaborazione con la cooperativa Carpe diem. Location scelta, per la centralità e gli spazi, l’hotel Cualbu, mentre le attività sono state tenute da qualificati esperti di lingua inglese della British school di Carbonia. Destinatari dell’azione culturale non sono stati solo i ragazzi ma anche giovani e adulti (dai 15 ai 70 anni), circa 50 persone a cui invece vengono riservate delle lezioni frontali. Ci sono anche studenti universitari che in questo modo possono ulteriormente approfondire le proprie conoscenze.

Un’iniziativa che è partita con l’incognita dei numeri, ma che ha superato abbondantemente ogni possibile aspettativa dal momento che la partecipazione è stata massiccia e fa ben sperare per una possibile replica l’anno prossimo. Del resto l’altitudine e la location alleggeriscono di gran lunga, anche per i grandi, le difficoltà di applicarsi nello studio in un periodo di vacanza. «Ci sono 5 insegnanti madrelingua – spiega Raffaela Mureddu –. Lo scopo è stato quello di offrire la possibilità di imparare o perfezionare una lingua che ci renda cittadini del mondo ma anche quello di creare socializzazione per le diverse fasce d’età. Il lavoro dei servizi sociali è stato immenso per riuscire a far in modo che tutto fosse perfetto all’interno di una location adatta: una struttura all’interno del centro abitato, raggiungibile a piedi dunque che ha spazi interni ed esterni da permettere di lavorare nel pieno rispetto della normativa anti covid. Si tratta di un progetto pilota nato grazie a un lavoro di collaborazione importante, che magari ci permetterà negli anni a venire di essere il punto di riferimento anche per i paesi limitrofi». Così sopratutto per i bambini e per i ragazzi, l’approccio all’inglese ha trovato quest’anno una alternativa perfetta: tra gioco, colori, disegni, dialoghi e fantasia, sarà bello tornare a scuola con una capacità linguistica più profonda e improntata alla condivisione e alla socializzazione.

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