Fotografie e muralismo, i laboratori fanno il pienone

I lavori degli artisti coinvolti verranno premiati domenica 9 in “sa prassa de Giuanni Spanu”

PERDASDEFOGU. Conclusa con successo la decima edizione del festival letterario, la Pro loco ha messo a segno altre iniziative nel segno di Maria Lai perché «compito preciso dell’arte è quello di aprire le coscienze». Tante “coscienze aperte”: dopo la buona letteratura, il paese insiste con la cultura globale e si prepara a premiare i partecipanti ai concorsi per la fotografia (18 artisti in gara) e per la muralistica (sette). Per i murales – che stanno abbellendo le strade di tutto il villaggio – si sono messi in discussione Massimo Orrù, la moglie Francesca Locci e le figlie Agata e Greta. Con loro: Matthias Melis, Annamaria Martiri, Francescangelo Murgia, Natascia Melis, Paolo Serra e Luca Lai. Per la fotografia: Alessandro Cabitza, Alessia Corbeddu, Annamaria Mura, Daniele e Fabio Accettura, Federico Lai, Sabrina Lai, Serena Lai, Maura Demontis, Mirko Matteo Lallai, Giorgio Carta, Ester Murgia, Davide Mura, Angelica Murgia, Isabella Orrù, Silvia Salis, Lucia Sarpanmte e Stefano Usai. I lavori verranno premiati domenica 9 agosto durante la serata “Aspettando San Lorenzo. In sa prassa de Giuanni Spanu”. Durante SetteSere SetteLibri si sono svolti due laboratori: uno di giornalismo (cinque partecipanti) e uno sul “Teatro d’ombre” tenuto dall’artista-pedagogista Giulia Casula che ha coordinato i lavori di otto bambini della quinta elementare: Giorgia, Maxim, Carlo, Chanel, Manuela, Nicolò, Lorenzo e Marco. Dice Casula: «Ho chiesto di raccontare Foghesu. Abbiamo nominato parole chiave: murale, mulino, centenari, campagna, pecore, chiese, libri, piazze, morte, mare. È nata così la storia di “Giovannina e il mare” ideata e sonorizzata interamente dai bambini che hanno prestato la loro voce ai protagonisti Albero narratore, Signora Morte, Giovannina. Con cartoncini, forbici e bastoncini abbiamo creato lo sfondo dei paesaggi e delle architetture e costruito un piccolo teatro d’ombre». Le sagome, animate dall’interazione con la luce, sono diventate protagoniste della storia che narra di un paesino lontano dove la povera Giovannina, per riscattarsi dalla condizione disagiata, se la deve vedere con la vicina di casa Signora Morte. Con la magia tutto finisce bene e “vissero felici e contenti”. Il risultato finale è stato presentato con un video in Piazza San Pietro. I bambini hanno selezionato citazioni dai libri che hanno dato nome a Piazza “Il giorno del giudizio” di Salvatore Satta e Piazza “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcìa Màrquez. Le frasi sono state stampate e consegnate ai foghesini. (g.m.)

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