Riparata la falla, la Bithia è ripartita per Genova

Il traghetto Tirrenia aveva sbattuto contro il molo a causa del forte vento Saldata a tempo di record la fiancata con la supervisione della capitaneria

ARBATAX. Soltanto alle 15.30 di ieri, 26 ore dopo il violento impatto e la “strisciata” della fiancata destra contro il primo “pennello” (dei quattro dove si poggiano lateralmente i traghetti nell’attracco) e l’abbattimento di un grande parabordo, la nave Bithia della Tirrenia ha potuto lasciare il molo di levante. Martedì proveniva da Genova-Olbia , e un’ora dopo lo sbarco dei passeggeri e dei mezzi, avrebbe dovuto provvedere con gli imbarchi per Olbia-Genova. A causare l’incidente nell’attracco le violente folate di vento (passato improvvisamente da maestrale a ponente) e la presenza di un catamarano di turisti stranieri vicino all’imboccatura del porto.

La nave di 214 metri di lunghezza e di 38mila tonnellate di stazza, ha posto la prua a nord, per Olbia, dove ieri sera doveva imbarcare i passeggeri diretti a Genova, riprendendo così la piena operatività sia pure con poco più di un giorno di ritardo. Dei 69 passeggeri con 32 mezzi al seguito, che erano stati fatti imbarcare sulla Bithia a partire dalle 21.30 di martedì, quando si sperava di potere riprendere il mare dopo le 23, ieri ne sono partiti solo 19. Gli altri, in nottata e in mattinata hanno preferito raggiungere Olbia o altri scali con i propri mezzi o in pullman.

Il comandante del porto e capo dell’Ufficio circondariale marittimo di Arbatax, tenente di vascello Alex Giursi, che fin dalle fasi dell’attracco di martedì alle 13 era presente nel molo di levante, ha spiegato che la nave Bithia della Tirrenia (che effettua la tratta Genova-Olbia-Arbatax, il martedì e il sabato, da fine luglio fino agli inizi di settembre ) è potuta ripartire alle 15.30 e che le riparazioni sono state effettuate con elettrosaldature per chiudere il buco (che sarebbe stato di 10 centimetri) oltre un metro e mezzo sopra la linea di galleggiamento. La saldatura è stata fatta sotto la supervisione dei vigili e certificata dal Rina.

Secondo il comandante Giursi, la Bithia non ha potuto riprendere il mare nella nottata perché per fare i lavori all'interno della cassa di zavorra serviva un parere dei vigili del fuoco, che non è potuto arrivare nella stessa nottata: la pratica era incompleta degli allegati che servono allo stesso Corpo per esprimersi.

Il tenente di vascello Giursi si è speso personalmente perché la complessa procedura venisse portata a termine. Fino alle 24 di martedì, insieme ai suoi uomini, è stato negli uffici del Circomare per aiutare il comandante della Bithia a fornire tutta la documentazione necessaria per ripristinare le condizioni di sicurezza. Ieri la nave ha potuto riprendere il mare.

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