Anche il Comune di Aritzo dice sì all’isola patrimonio dell’Unesco

ARITZO. La mozione dei Riformatori arriva nei Comuni sardi in modo trasversale e trova sempre più consensi sulla questione del riconoscimento del patrimonio sardo da parte dell’Unesco. La mozione sta...

ARITZO. La mozione dei Riformatori arriva nei Comuni sardi in modo trasversale e trova sempre più consensi sulla questione del riconoscimento del patrimonio sardo da parte dell’Unesco. La mozione sta trovando consensi pressoché unanimi. Come rappresentato anche dall’esponente zonale del partito Maria Moro l’idea è quella di vedere «la Sardegna come un museo a cielo aperto, con la nostra storia, cultura e identità da individuare come patrimonio dell’Unesco». La proposta incassa anche l’adesione del Comune di Aritzo. Il sindaco Gualtieri Mameli si dice molto favorevole all’idea. «Anche il comune di Aritzo – si legge nel documento – caratterizzato non solo dalla montagna ma da un suo paesaggio caratteristico approva la mozione e dice sì al riconoscimento del patrimonio sardo da parte dell’Unesco, un patrimonio antico della nostra civiltà nuragica». I comuni della provincia di Nuoro si stanno apprestando ad inserire questa importante mozione negli ordini del giorno dei consigli comunali. «Questo perché – aggiunge il primo cittadino aritzese – stiamo combattendo una battaglia di tutti i sardi, da nord a sud della Sardegna. Noi diciamo si senza indugio. E se ora stiamo raggiungendo i 170 sindaci, ci saremo tutti. Non importa da chi sia partita e se sia partita dai riformatori ma quel che conta è che tutti in modo trasversale e senza colori raggiungiamo questo obiettivo». Il sindaco sottolinea come abbia già sottoposto ad una prima valutazione la mozione. «Ho già discusso in Comune – aggiunge Mameli – di questa idea ed è stata condivisa e approvata in modo unanime. Anche Aritzo, come altri Comuni, a qualche giorno dall’iniziativa l’ha inserita subito all’ordine del giorno perché come tanti altri paesi vive anche grazie ai nostri siti di alto interesse culturale». Il tutto finalizzato anche a valorizzare il patrimonio storico e archeologico del paese, che secondo il sindaco «merita una opportuna visibilità e rilancio, in questo contesto allargato». Nei prossimi giorni la discussione porterà ad una delibera di approvazione, a cui si spera ne seguano tante altre nei comuni vicini e meno. «Questa – conclude il sindaco – è una battaglia di tutti i sardi e noi sindaci dobbiamo essere in prima linea. Sono certo che ora ci stiamo muovendo nella giusta direzione e mi auguro vivamente di raggiungere l’obiettivo in 377 sindaci. Lo meritano la storia e la tradizione di questa isola che quanto a cultura è tutt’uno da scoprire e far conoscere».

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