La Sovrintendenza promuove il progetto di Tanca Manna

Buone notizie in arrivo anche se i lavori slittano di 4 mesi. L’archeologo Murgia: «Ricostruiremo la vita dei nuragici»

NUORO. Il Covid-19 fa slittare di un anno il progetto per la valorizzazione del sito nuragico di Tanca Manna, nel centro urbano del capoluogo. La data dell’inaugurazione era stata fissata per il mese di maggio. Avrebbe dovuto aprire al pubblico il centro per l’accoglienza dei visitatori. Il consolidamento del nuraghe, l’altra cosa che a quel punto si pensava già realizzata. Così come la ricostruzione nel parco di un frammento delle capanne del bronzo medio e la sentieristica. Il tutto sarà pronto invece per marzo 2021. Covid permettendo.

Il responsabile del progetto Demis Murgia, archeologo impegnato da anni negli scavi del sito nuorese: «Molta parte del lavoro – spiega – era prevista proprio nella primavera appena passata. L’emergenza ha fatto saltare tutto. Pensiamo di riprendere in autunno. Ma alla fine si slitta oltre i tre, quattro mesi effettivi, perché la realizzazione del progetto è legata anche all’intervento di tecnici e operatori non sempre disponibili. Faccio l’esempio – dice Murgia – del personale di Forestas, che lavorerà per la ricostruzione delle capanne».

Ma in mezzo agli inconvenienti l’archeologo Murgia anticipa anche una buona notizia, riguardo all’autorizzazione della Soprintendenza: «C’è una prima valutazione positiva sul progetto, seppur ancora ufficiosa. In particolare, c’è il benestare sulla componente archeologica. Ora il progetto sarà esaminato in quelli che sono gli aspetti architettonici e paesaggistici». La promozione del sito, anche a scopi didattici e turistici, è entrata nei programmi di finanziamento del bando CulturaLab della Regione, al quale il Comune di Nuoro ha partecipato con il progetto di Demis Murgia. Il finanziamento ottenuto è stato di circa 160mila euro, compreso il cofinanziamento privato. L’area dove il progetto interviene è quella del nuraghe e dei resti delle capanne, costruiti in un periodo ricompreso tra il 1600 e il 1300 a.C., epoca classificata come del bronzo medio. Sito che è già oggetto di studio e valorizzazione grazie alle campagne di scavi dell’università di Bologna. Sono dirette dal docente Maurizio Catani, che ha nella sua squadra l’archeologo Murgia. Col nuovo progetto si va anche verso uno sfruttamento per fini turistici e didattici. Grazie all’edificio per l’accoglienza, che comprende book-shop, bar e servizi igienici. Sarà costruito in acciaio “corten”, dall’azienda Bam Design di Nuoro. L’altro elemento edilizio completamente nuovo è costituito dalla riproduzione delle capanne, a fianco ai resti antichi. Murgia: «Riprodurremo ambienti e situazioni originarie – spiega ancora il titolare del progetto di Tanca Manna – in modo che chi visita l’area archeologica possa comprendere al meglio tempi storici e vita dei nuragici». In aiuto, per la didattica, anche la tecnologia. Il progetto prevede infatti delle attrezzature per l’illustrazione video e audio sulle origini di Tanca Manna e la vita che vi si svolse. Tanti pezzi messi insieme, soprattutto a beneficio della didattica, che è stata al centro dell’attività da quando qualche anno fa il sito è uscito fuori dall’isolamento durato secoli.

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