Il Treno del mare carica i sindaci

Da Pratosardo a Olbia in meno di un’ora. «La linea ferrata si può fare, ma a scartamento ordinario»

NUORO. La tratta ferroviaria Nuoro-Olbia non è stata ancora neppure progettata, ma sul “treno” salgono già altri sindaci. Sono i primi cittadini di Galtelli, Orosei e Dorgali. Si aggiungono ai colleghi di Olbia, San Teodoro, Budoni, Posada e Siniscola, che credono molto alla rivoluzione nei trasporti contenuta nella costruzione del collegamento su ferro tra il Nuorese e la Gallura. Oggi, i primi a gioire di questo interesse dei municipi che va allargandosi, sono gli attivisti del comitato Trenitalia Nuorese. «Con queste adesioni, dimostrano di comprendere il rilievo strategico del progetto – dice il presidente del comitato, Claudio Solinas – e il fatto che la linea serve per realizzare nell’isola il collegamento ferroviario perfetto. Gli utenti – aggiunge – saranno rappresentati dall’intera popolazione sarda, dai turisti e da chi si trova in Sardegna per lavoro. Senza dimenticare che c’è un bacino diretto di utenza di 200mila persone se solo si considerano i comuni serviti dalla nuova tratta». Su cosa rappresenti, quello che è stato definite per semplificare il “treno del mare”, per la Sardegna e la provincia è edotto lo stesso parlamento.

L’8 luglio il presidente della giunta regionale, Christian Solinas, nell’audizione alla commissione Trasporti di Montecitorio ha parlato anche del nuovo progetto ferroviario, introdotto dal deputato gallurese Nardo Marino. Il governatore ha concordato sul valore dell’infrastruttura e sul fatto che andrebbe avviato l’iter per la sua realizzazione. Ora i sindaci del territorio si sono rivolti proprio a Solinas e all’assessorato dei Trasporti, affinché convochino il tavolo tecnico che riunisca Regione e Rfi, Rete ferroviaria italiana. Il presidente del comitato popolare, l’avvocato di Nuoro, Claudio Solinas: «La Regione dovrà chiedere a Rfi di progettare la tratta. Contestualmente va definita la cessione della Nuoro-Macomer dalla Regione a Rfi affinché venga realizzata la trasformazione da scartamento ridotto in ordinario. Si tratta infatti della condizione – aggiunge il presidente del comitato, Solinas – messa da Rfi per progettare la linea che partirà da Pratosardo e concluderà la sua corsa all’aeroporto di Olbia».

Il nuovo percorso è lungo circa 100 chilometri. Dopo avere lasciato a oriente l’abitato di Nuoro, inizia la corsa tra le vallate di Marreri e Isalle, nei cui pressi è prevista anche la prima fermata. Potrà essere la stazione di riferimento per Lula, Orune, Bitti, Onanì, e sul fronte opposto, per Dorgali e la bassa Baronia. La salita di Monte Pizzinnu introdurrà a Siniscola, dove il treno sosterà nuovamente. La seconda parte è quella costiera, attraverso Budoni e San Teodoro, che avranno le rispettive fermate, per poi chiudere con gli ultimi 25 chilometri che portano a Olbia. Il presidente del comitato, Solinas, che si è fatto assistere da un ex ingegnere delle Ferrovie dello Stato, fornisce anche gli altri dati tecnici: «Da Nuoro a Olbia il tempo di percorrenza stimato è meno di un’ora. La previsione – precisa Solinas – è di impiegare treni che viaggiano a una velocità tra i 150 e i 180 chilometri orari. Velocità consentita anche dall’orografia del terreno, che è adatto alla strada ferrata più di quanto non lo sia, per esempio, il percorso della dorsale sarda». La bretella di collegamento a occidente, verso Pratosardo, è progettata per partire da Borore e non da Macomer. Si scenderà in maniera abbondante sotto l’ora, rispetto a 1 h e 18’ necessari attualmente. «Tecnicamente si passerà da un binario largo 96 centimetri a quello dello scartamento ordinario, di un metro e 46», spiega l’avvocato diventato esperto anche di strade ferrate, per la ferma idea di trasformare i collegamenti della provincia fermi in alcuni aspetti agli ultimi decenni dell’800.

«Tra l’altro – aggiunge Solinas – credo ci siano ancora da spendere la metà degli 81 milioni di euro stanziati nel 2008 dalla Regione per la Macomer-Nuoro. Doveva essere potenziata la velocità e aumentata la sicurezza. Ma non è cambiato nulla, considerato che il segnalamento è ancora affidato al “guardabarriere”, come nel tempo di avvio della ferrovia».

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