Ospedale San Francesco di Nuoro: «Mancano i guanti: sicurezza a rischio»

La denuncia del Nursind: «Stiamo raschiando il fondo del barile: personale e pazienti esposti a possibili infezioni»

NUORO. In Pronto soccorso, dove ne consumano a decine ogni giorno, non sanno più a quale santo votarsi, per non parlare di Ostetricia, Ortopedia, Geriatria e tutti gli altri reparti dell’ospedale San Francesco, ma anche delle altre strutture del distretto. Eppure, nonostante le richieste pressanti e i solleciti per averne un numero quantomeno sufficiente al rispetto delle norme di sicurezza e pure della preziosa igiene, i guanti monouso, per il personale della sanità del Nuorese, sono entrati a buon diritto nell’elenco riservato ai dispositivi introvabili.

E così, in queste ore assolate post Ferragosto, in ospedale monta la protesta. Perché, se fino a qualche tempo fa, per avere una dotazione di guanti monouso bastava rivolgersi alla farmacia ospedaliera e tutto sommato si riceveva quello che serviva, il nuovo sistema introdotto di recente a detta del sindacato non soddisfa affatto le richieste: bisogna infatti rivolgersi al magazzino economale che tuttavia, nonostante le domande, ne invia nei reparti un numero decisamente scarso. «Tanto che ormai il personale si sta arrangiando come può e c’è chi è costretto a lavare i guanti monouso disinfettandoli come possibile. Ma non si può andare avanti così, non si può mettere a rischio la sicurezza degli operatori sanitari e dei pazienti, per un guanto da 20 centesimi. C’è una carenza strutturale che va risolta», dice Annarita Ginesu del Nursind. «Di fatto – spiega il segretario provinciale del Nursind, Mauro Pintore – gli operatori sanitari sono costretti a lavorare indossando semplici guanti, come quelli in dotazione nei banchi frutta del supermercato, o a cercare di sanificare i guanti in lattice che è un dispositivo monouso e non andrebbe ne sanificato né riutilizzato. Non poter indossare guanti appropriati, espone il personale sanitario ad un elevato rischio biologico da contatto. I guanti ,come le mascherine, sono la naturale protezione primaria che il datore di lavoro deve assicurare al personale che opera nei nelle unità operative e nelle attività ambulatoriali. Il personale sanitario è quindi fortemente esposto a possibili infezioni e portatore di potenziali contagi. Nei reparti si è arrivati a raschiare il fondo: addirittura si è cominciato ad attingere ai guanti sterili che, ovviamente, hanno un costo più elevato. Eppure questi dispositivi sono importanti per evitare l'esposizione a qualsiasi tipo di contagio, non solo al nuovo Coronavirus, sono necessari per tutelare sia per gli operatori sanitari sia per i degenti. Nonostante i solleciti, né la farmacia né la direzione sanitaria hanno comunicato ufficialmente il motivo della razionalizzazione delle scorte né quando sarà effettuato un approvvigionamento».

La denuncia del Nursind, anche in questa occasione, non è rimasta confinata, tuttavia, alle sole parole, ma è arrivata sul tavolo di un avvocato, Domenico De Angelis, che le ha tradotte in una lettera-diffida, inviata al direttore generale dell’Ats Sardegna, al direttore dell’Assl di Nuoro, e all’assessore regionale alla Sanità. Il legale del sindacato, rivolgendosi ai vertici dell’azienza sanitaria e all’assessore, ricorda che la mancata disponibilità di guanto monouso nei presidi ospedalieri dell’Assl Nuoro, è una «questione è di particolare gravità, costituendo una evidente violazione della legge 81/2008 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro e dell’articolo 2087 codice civile. Il fatto è ancor più grave se si pensa che proprio con l’emergenza Covid la dotazione di dispositivi di protezione individuale è divenuta di particolare attualità ai fini della tutela della salute degli operatori sanitari, nonché degli stessi utenti. Ciò considerato vi invito a provvedere immediatamente alle necessarie forniture di guanti per tutte le strutture ospedaliere dell’area di Nuoro, con l’avvertenza che nel caso di mancata ottemperanza mi vedrò costretto ad adire le vie legali ed a segnalare il problema alla competente Procura della Repubblica».

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