Sardo e marionette in un video-fiaba

Borore, il lavoro del regista Serafino Deriu è pronto ad approdare nelle scuole

BORORE. Ci sono voluti due lunghi anni perché delle piccole marionette, senza fili, diventassero le indiscusse protagoniste di un video. Una sorta di cartone animato, rigorosamente in limba. «Non è stato semplice dare corpo e anima agli 11 personaggi della storia – racconta il fotografo, e per l’occasione regista, bororese Serafino Deriu – ma grazie all’impegno e alla passione di chi ha lavorato al progetto, il traguardo è stato raggiunto». È il 2018 quando, dopo aver letto il libro «Si faghides a bonos, bos conto unu contu» tra i tanti racconti scritti dall’ex insegnante di Borore Giuseppe Cau, uno in particolare cattura la sua attenzione. «Si intitola “Porcu o sue? – spiega Serafino Deriu – Il protagonista è Antoneddu, un giovane disoccupato che vive ancora insieme alla madre. Per cercare di tenerlo occupato, Tzia Giorgina gli regala una scrofa. Fatte le dovute raccomandazioni, l’anziana donna assicura al figlio che nutrendo, curando e allevando nel modo giusto l’animale, un giorno potrà diventare ricco. Ma si sa, le cose spesso non vanno secondo i piani, così il ragazzo sarà costretto a fare i conti con alcuni imprevisti. La sua intelligenza e la sua capacità di affrontare gli ostacoli verranno messi alla prova». Intorno ad Antoneddu ruoteranno altri personaggi. Ciascuno rivestirà un ruolo importante nella vicenda e come in tutte le storie che si rispettino, ci sarà una morale. «È un racconto per bambini – precisa il regista – abbiamo scelto di utilizzare il sardo per fare in modo che i più piccoli conoscano la nostra lingua, apprezzandone la bellezza e la particolarità. L'obiettivo è quello di proiettare il video nelle scuole. A tal proposito abbiamo già delle interlocuzioni in corso». Come detto è stato un lavoro di squadra. Al bororese Agostino Frau, grande appassionato di presepi e statuine, si devono le scenografie, in formato ridotto, e la realizzazione dei piccoli personaggi in ferro e legno. La giovane compaesana Alessandra Mura ha, invece, confezionato gli abiti. «Dopodiché – sottolinea Serafino Deriu – abbiamo dovuto girare le scene. Ci sono voluti migliaia di scatti fotografici per poterle riprodurre nel video. Mesi di lavorazione, inclusi la registrazione dei suoni e del doppiaggio. Nonostante sia stato faticoso non posso che essere felice del risultato. L'affiatamento del gruppo è stato rilevante». Ora si aspetta settembre per la proiezione ufficiale del video. Si svolgerà a Borore. «Non potrebbe essere altrimenti. Visto e considerato che il racconto è ambientato a Montigu, località campestre del paese. La voce narrante – conclude Serafino Deriu – sarà quella di Babbai Peppe. Il più saggio dei protagonisti".(a.p.)

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