Manu Invisible contro la "strada della morte", la sua arte in onore dei fratelli Pintor

Opera del celebre street artist a sostegno della lotta contro la 129 costellata di croci. I familiari e gli amici dei due ragazzi morti chiedono interventi concreti

NUORO. Se con l’opera “Conforto” nel quartiere di Porta Vittoria a Milano ha voluto rendere omaggio alle vittime del Covid e ai loro cari, con “Perseveranza”, in realizzazione nella facciata laterale di una casa tra via Santa Barbara e via Romagna, l’artista Manu Invisible diventa il testimonial della battaglia condotta da #AdessoBasta e #Nepo2k20. Una lotta nata all’indomani dell’incidente in cui persero la vita i fratelli Francesco e Matteo Pintor, il giorno di Natale di 3 anni fa. Da allora, il fratello Giovanni - scampato alla tragedia - i genitori e gli amici dei ragazzi, hanno pensato che il modo migliore per onorare la memoria di Matteo e Francesco fosse trasformare il dolore in una tenace campagna per la sicurezza. Non solo nella curva “della morte”, della Statale 129; ma più in generale, spendersi per la sicurezza del sistema dei trasporti nell’isola. E non è un caso che il termine “Perseveranza” campeggi nel murale. «Questa parola l’ho scritta altre volte e rispecchia fedelmente l’atteggiamento di questi ragazzi che non si arrendono, e che hanno l’energia per trasformare eventi negativi in azioni positive», dice Manu Invisible, immancabile maschera calata sul volto, a tutela della sua identità.

E non è nemmeno un caso che molte delle opere dell’artista campeggino in vari punti della Statale 131. Un incrocio di percorsi. «È vero, ma io non penso che si tratti di un caso. Quando i ragazzi mi hanno contattato ho subito accettato e ho pensato che le nostre strade, andate in parallelo, si siano finalmente incontrate. E mi sembra che l’energia di questi ragazzi sia straordinaria».

Appeso a svariati metri nel gabbiotto sul quale lavora «prevalentemente di notte, mi piace il silenzio, la tranquillità» sottolinea, Manu Invisible non passa inosservato. «In tanti si fermano, chiedono cosa stia facendo. Lo spieghiamo, chiedono anche ai ragazzi di #Adesso#Basta chi siano. Significa che si sta suscitando interesse».

«Il Covid ci ha costretti a rivedere i nostri programmi e ha rallentato alcune iniziative, ma ci sono cose che non puoi sospendere come l’impegno per gli obiettivi che contano», dice Giovanni Pintor. «Anziché fare un concerto, abbiamo deciso di coinvolgere un personaggio conosciuto. Abbiamo cercato Manu, lui ha risposto subito con una disponibilità e semplicità disarmanti». Questo ragazzo e i suoi amici hanno raccolto oltre 15mila firme in pochi giorni a sostegno della sicurezza sulla strada. Dalla morte dei fratelli non si è mai fermato: il suo dolore si è riconvertito in un obiettivo chiaro da raggiungere, la sicurezza. Ecco perché perseveranza è la parola giusta. «Vorrei che qualcuno, passando qui in un giorno in cui magari non ha più motivazioni, vedendo questo lavoro e leggendo questa parola si rianimasse», dice Giovanni Pintor. La perseveranza quando nemmeno la ragione sembra aiutare. In questi anni hanno avuto garanzie dai politici, hanno messo attorno a un tavolo sindaci, l’Anas. «Ma non è cambiato nulla, le statistiche continuano a dire che in quella strada ci sono due morti l’anno. E al di là della sensibilità, sarebbe ora che si compiano atti concreti. Il rischio, diversamente, è che si continui a morire». Come dire, salviamo le vite, anziché essere sensibili.

Manu Invisible lavora instancabilmente, l’opera sarà inaugurata il 26 agosto. Il giorno dopo inizierà, nello spazio dell’ex Artiglieria, una tre giorni espositiva “assaggio” della mostra sarà allestirà a dicembre. Incredibile la capacità propositiva di questi ragazzi, molto più concreti delle troppe parole che si sono spese attorno alla tragedia. Tenaci. Non per niente, perseveranza.

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