Cala Gonone, riapre la spiaggia

Fogne a mare, dopo cinque giorni l’Arpas e poi il Comune danno il via libera alla balneazione

CALA GONONE. Tutti al mare: revocata l'ordinanza di balneazione. Da ieri mattina ci si può tuffare in acqua a partire dalla spiagge centrale fino a Fuili. Rimosse le transenne, tutti gli accessi agli arenili sono liberi. Finisce, si spera definitivamente, quello che ogni estate è un vero e proprio incubo specie per le amministrazioni che in questi anni si sono susseguite al Comune di Dorgali, ovvero lo sversamento di liquami nel canale di scolo delle acque bianche che poi si rigettano in mare, in viale Palmasera.

Ieri mattina sul tavolo della sindaca Maria Itria Fancello sono arrivati i risultati delle attesissime analisi delle acque interessate dallo sversamento a mare che si è verificato il 15 e il 16 agosto. Una vera è propria bomba ecologica che ha creato mille problemi sia ai turisti sia ai villeggianti locali, ma sopratutto è stato un duro colpo all'immagine di Cala Gonone come località turistica. Già di buon mattina, il colore invitante delle acque, limpidissime, era il responso sulla balneazione anche prima dell'arrivo dell'ok dell’Arpas. Tempo qualche ora ed è arrivato anche il benestare dell'amministrazione comunale.

Intanto, dopo le accuse reciproche tra amministrazione comunale di Dorgali e Abbanoa, si ritorna al dialogo e, forse, ci si accorge che entrambi gli enti sarebbero dovuti intervenire prima se si voleva evitare quanto è successo a ferragosto per l'ennesima volta. La sindaca Fancello annuncia che «stiamo procedendo a far sistemare gli allacci presenti sul canale delle acque bianche in via delle Meduse, mentre Abbanoa ha programmato l'intervento sulla parte di sua competenza, per la prima settimana di settembre».

A firma del vicesindaco Cipriano Tendas Mele immediatamente dopo la relazione dell'Arpas è operativa la revoca dell'ordinanza di divieto di balneazione. Ecco il testo che da il via libera ai bagnanti, in una giornata infuocata dal caldo africano: «Vista la propria Ordinanza del 16.08.2020 relativa all’interdizione della balneazione, emessa in via precauzionale nel tratto di mare compreso fra il molo sud del Porto e l’ultima discesa mare ubicata alla fine del Viale Palmasera in corrispondenza dell’area di sosta destinata ai disabili, a causa di una fuoriuscita di acque luride da un canale di scolo delle acque bianche che è andato a riversarsi sull’arenile e sulle acque circostanti. Dato che in data odierna, è giunta comunicazione da parte dell’Arpas dell’esito delle analisi effettuate sui campioni prelevati il giorno 17 e il giorno 20 Agosto 2020 e che le medesime non hanno evidenziato la presenza di inquinanti e /o di parametri non conformi a Legge delle acque di balneazione. Revoca integralmente l’Ordinanza del 16.08.2020 e contestualmente Ordina:la rimozione delle barriere e qualsiasi altro ostacolo atto ad impedire il libero accesso al settore interessato». Insomma, ci sono voluti 5 giorni per fare delle analisi che secondo i bagnanti potevano essere fatte più celermente. Ma, sopratutto dopo vent'anni non si può ancora parlare ogni estate dello stesso problema.

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