Amici ritrovati in fila per il vaccino

Al via anche a Tortolì la campagna anti-Covid: per molti ultraottantenni è stata l’occasione di rivedersi

TORTOLÌ. Anziani che si incontrano dopo anni o mesi, storie di vita che si intrecciano, mani che si sfiorano nel ricordo dei tempi che furono. Anche questo, è stata la prima giornata della campagna vaccinale anti Covid-19 dedicata agli ultraottantenni che fanno capo all’Unione dei comuni del nord Ogliastra. Ieri mattina, nella palestra della scuola media centrale, in via Bertulottu, a essere stati vaccinati per primi dal personale dell’Usca e del servizio Igiene pubblica, sono stati una ventina di over 80 di Triei. Subito dopo si è iniziato con i tortoliesi.

Ieri, in totale, sono state somministrate 183 dosi del vaccino Pfizer-Biontech. Altri 15 ultraottantenni, con vari tipi di allergie, presente anche l’anestesista, saranno vaccinati quest’oggi. Domani toccherà agli over 80 di Girasole, Lotzorai, Baunei, Urzulei, Talana e Villagrande.

Fra i vaccinati in mattinata, le due anziane Mariuccia Demurtas, di 99 anni, risultata la più longeva di questo primo turno di vaccinazioni e l’amica Severina Murru, di sei anni più giovane. «Prima della somministrazione del vaccino anti Covid-19 nella palestra della scuola media centrale – ha commentato l’amministrazione comunale, con in testa il sindaco Massimo Cannas, rimasto sul posto sia al mattino che al pomeriggio – queste due splendide nonnine hanno fatto due chiacchiere ricordando i vecchi tempi e approfittando di questa bella giornata di sole». Le due tortoliesi hanno ricordato i bellissimi momenti della loro gioventù e della maturità. Ad essersi rivisti, dopo tempo, sono stati anche Mario Mascia, 97 anni, e l’amico Giovanni Lai, che a giugno compirà gli stessi anni. Mascia arrivato prima, seduto all’esterno, ha ricordato la sua attività lavorativa, fra il bacino dell’Enel a Villanova Strisali, la miniera a Carbonia e i decenni nella Cartiera di Arbatax. Mentre Giovanni Lai, è stato, per decenni un imprenditore del movimento terra.

Amici da sempre, cresciuti nello stesso vicinato, come hanno ricordato, hanno anche combattuto insieme nello stesso battaglione nella II Guerra Mondiale. «Ne abbiamo visto tante – hanno detto i due over 80 tortoliesi – e a quei tempi abbiamo conosciuto la povertà e la fame». Ma mentre Giovanni Lai sostiene come sia importante e giusto vaccinarsi «anche perché in casa arrivano anche bambini», Mario Mascia è parso un po’ più scettico, pur rimarcando il dovere morale del vaccino.

Poco più in là, seduta al sole, in una sedia all’esterno della palestra comunale, Luigia (da tutti conosciuta come Luisa Saccone), 97 anni portati in maniera incredibile «nonostante abbia subito due operazioni nel corso di tre mesi», attende il proprio turno con la donna che la segue. L’anziana, nativa di Finalpia (uno dei tre nuclei urbani che formano il Comune di Finale Ligure), in provincia di Savone, da circa sette decenni vive a Tortolì. «Faccio il vaccino – afferma – anche se ho un po’ di paura. Non so che effetto potrà farmi. Ma ne ho visto veramente tante nella mia vita».

A cinque metri di distanza, con la veste religiosa delle suore della Visitazione (prese i voti a poco più di 20 anni) suor Stefanina, al secolo Angela Cargnello, nativa di Farra di Soligo (Treviso)che ad agosto compirà 96 anni, attende con pazienza il proprio turno. «Dal 2015, sto qui da una mia sorella che ha un’attività ad Arbatax – dice suor Stefanina – e mi trovo bene. Per tantissimi anni ho servito un monsignore a Imperia, poi sono andata in pensione. E ho deciso di venire qui da mia sorella. Farsi somministrare il vaccino è una cosa giusta e importante, per tutelare noi stessi e il prossimo».

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