Treno, ultima chiamata: «Speriamo nel Recovery»

Il progetto per la nuova tratta potrebbe essere ripescato tra le linee d’intervento La Regione: «Bisogna investire sul ferro». Il comitato: «Collegherà tutta l’isola»

NUORO. Nell’altalena di stati d’animo legati al potenziamento della ferrovia nel Nuorese, è di nuovo l’ora della speranza. La scheda per elevare allo scartamento ordinario la Macomer-Nuoro e realizzare “ex novo” la tratta dal capoluogo barbaricino a Olbia, potrebbe entrare tra quelle che la Regione invierà a breve a Roma, per beneficiare delle risorse comunitarie del Recovery fund. Le speranze le ha rilanciate l’intervento del governatore Christian Solinas, ai primi di marzo, davanti al consiglio regionale: «Se opteremo per 4,5 linee d’intervento – ha detto – io sono perché si faccia l’alta velocità, perché si investa sul “ferro”. Tutto ciò – ha aggiunto – può veramente cambiare il modo di abitare la Sardegna». Le possibilità si giocano nel giro di poche settimane. Il tempo per redigere le schede, a cui lavorano oggi i tecnici sulla base delle indicazioni che sono certo politiche. Per la ferrovia la prima scelta della Regione era per il raddoppio della Decimomannu-Villamassargia, nell’Iglesiente, il potenziamento della Oristano-Guspini, e al nord, a Olbia, il collegamento tra aeroporto e porto. Ma quelle schede, su proposta dello stesso Solinas, sono state azzerate. Le nuove potrebbero contenere ancora quegli interventi, e insieme il piano per dotare la parte centro-nord-orientale dell’isola di una rete ferroviaria moderna e completa.

La provincia di Nuoro è l’unica che in Italia non ha la rete ferroviaria nazionale. La lacuna messa in evidenza alcuni fa dal comitato popolare, per iniziare la battaglia. Quasi uno slogan, per arrivare a dire e sperare molto di più. Il presidente, l’avvocato di Nuoro, Claudio Solinas: «La nostra proposta – questo il concetto – è quella di un intervento che colmi una carenza secolare e allo stesso tempo la possibilità di creare una rete ferroviaria completa, per tutta l’isola. Si arriverebbe infatti – aggiunge – non solo a servire pressoché tutte le zone, ma anche a collegare tre porti e due aeroporti, con la possibilità di raggiungere il terzo, quello di Alghero, nel momento in cui si realizzasse lo scartamento ordinario nella tratta che lo collega con Sassari». In quattro anni di vita del sodalizio, Solinas e i suoi soci hanno cercato di smuovere le montagne per arrivare all’obiettivo. Il traguardo storico è la realizzazione della tratta Nuoro-Olbia, destinata a solcare le terre di Marreri e del Sologo, Baronia e Gallura, sinora vergini allo stridore e ai fischi del treno. La nuova ferrovia, sul lato occidentale si innesterebbe con la dorsale sarda, attraverso la Nuoro-Macomer. Trenitalia Nuorese ha fato predisporre uno studio di massima: 80 milioni per trasformare il percorso della littorina dallo scartamento ridotto a quello ordinario. Nuove macchine e tempi di percorrenza ridotti. La partenza da Birori e non da Macomer, per evitare deviazioni e pendenze. Gli stessi motivi per cui la Nuoro-Olbia non partirebbe dal centro della città, ma da Pratosardo. La prima sosta del viaggio al Sologo, e poi a Budoni, San Teodoro, e a seguire l’aeroporto Costa Smeralda. C’è anche una previsione di costo: un miliardo e 300 milioni, da prelevare dai circa 7 miliardi che sarebbero la quota del Recovery fund destinata alla Sardegna.

Proprio la possibilità di utilizzare queste risorse ha ridato vigore nei mesi scorsi alla rivendicazione. Il comitato considera fondamentale la linea dettata da Solinas. La stessa classe politica, di varia provenienza, potrebbe farvi quadrato: «La nuova infrastruttura – dice il presidente del comitato, Claudio Solinas – migliora la condizione nel Nuorese, ma è una linea per tutta la Sardegna. Ne avranno beneficio i sardi e tutti coloro che arrivano nell’isola».

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