Sanna, assessore e cavatore di terza generazione

OROSEI. Sessantadue anni, la maggior parte dei quali passati nelle cave. Nel 2022 Giuseppe Sanna festeggerà mezzo secolo di attività nel settore del marmo di Orosei: qui ha cominciato a lavorare ad...

OROSEI. Sessantadue anni, la maggior parte dei quali passati nelle cave. Nel 2022 Giuseppe Sanna festeggerà mezzo secolo di attività nel settore del marmo di Orosei: qui ha cominciato a lavorare ad appena 13 anni, accanto al padre Salvatore, il primo a tagliare un blocco di marmo in Baronia, nel 1956. Anche il nonno Francesco era un cavatore, estraeva granito dai monti di Orune. Le lastre che adornano il palazzo delle Poste di Nuoro, ma anche la chiesa della Solitudine dove riposa Grazia Deledda, le ha fatte lui, a punta e mazzetta come si diceva una volta. Una piccola dinastia di scalpellini che non proseguirà oltre: dei suoi due figli, solo Francesco ha seguito in un primo tempo le orme del padre aprendo con lui un’impresa di alta tecnologia (dalle loro macchine sono usciti i “tappeti” sardi di marmo di Orosei disegnati da Antonio Marras per il G8 mancato della Maddalena). Poi l’impresa ha perso commesse ed è andata male, Francesco ha lasciato l’isola e ha aperto un ristorante negli Usa, a Miami, sulla scia dell’esempio di altri suoi concittadini.

Il 2020 è stato un anno duro, per Giuseppe Sanna e i suoi familiari, e non solo per la crisi delle cave. Ha preso il Covid, ma oggi può raccontarlo. (p.me.)

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