Case cantoniere e caselli per rilanciare il territorio

Macomer è capofila di un progetto di riconversione degli immobili regionali Il progetto vale 4 milioni e 820 mila euro e collega il Marghine e la Planargia

MACOMER. Riconvertire gli immobili della Regione di cui dispongono 8 comuni di Marghine e Planargia (Macomer, Sindia, Suni, Tinnura, Flussio, Magomadas, Tresnuraghes e Bosa), ha un costo di poco più di 4 milioni 802mila euro. Risorse che Macomer, ente capofila, ha intercettato aggiudicandosi il bando del 2015. Fondi da destinare a 27 immobili, tra vecchie stazioni, caselli e cantoniere che ricadono sullo storico tracciato ferroviario Macomer-Bosa risalente al 1900 e oggi percorso dal trenino verde. Si tratta di beni di diverse dimensioni da ristrutturare e restaurare per trasformarli in stazioni locanda con ospitalità, punti ristoro, centri esposizione. Tutto nell’ottica della promozione del territorio e delle sue peculiarità. «È un piano molto importante – sottolinea il sindaco, Antonio Succu – innanzitutto perché vede dialogare due aree limitrofe della nostra isola che hanno tanto da offrire ai visitatori. Penso, ad esempio, alle attrattive montane o archeologiche, passando per quelle naturalistiche e incontaminate dell’ambiente marino». In un incontro a Macomer, al quale hanno partecipato gli amministratori locali, è stato contrattualizzato il rapporto con i progettisti. Quello degli ultimi sei anni è stato un iter lungo e complesso. Due gli assessorati regionali coinvolti: Enti locali e Lavori pubblici. Pedina fondamentale della partita è stata l’Arst. Suo il compito di individuare e tracciare i beni liberi da concessione per poi costituire un’associazione dei Comuni beneficiari che potesse averli in comodato gratuito. Solo dopo è stato possibile predisporre la gara di progettazione. «Abbiamo sempre creduto nell’interazione identitaria fra i diversi centri del territorio, soprattutto – precisa la vicesindaca di Macomer, Rossana Ledda, che ha presieduto la riunione insieme all’assessora ai Lavori pubblici, Filomena Colleo – in questo corridoio di attrazione che va dal mare, ai vitigni, all’artigianato tipico per arrivare ai murales e alla chiesetta romanica custoditi in città. Puntiamo sul turismo lento, attirando i visitatori nei nostri borghi alla scoperta di profumi esapori e del fascino delle vecchie stazioni e cantoniere. Nonostante Modolo non abbia beni ricadenti sulla tratta e non risulti tra gli 8 beneficiari del bando – conclude Ledda – lo abbiamo sempre coinvolto nel progetto. Peraltro è parte integrante del percorso del trenino verde».

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