Cluster al Liceo Fermi: tre classi in quarantena

Ieri la dirigente Maria Antonietta Ferrante lo ha comunicato al sindaco Soddu Il primo caso il 20 marzo, nessuna notifica ai ragazzi messi in Dad dal 22

NUORO. Sono una dozzina i ragazzi positivi al Covid al Liceo scientifico Enrico Fermi di Nuoro, di cui sette in un’unica classe. Ma le classi nelle quali si sono registrati i contagi sono almeno tre e per gli alunni, in Dad da una settimana, ieri è arrivata la comunicazione ufficiale dall’istituto. I ragazzi vengono invitati a stare in quarantena – mentre le lezioni proseguiranno a distanza – fino a quando l’Ats non avrà comunicato, contattandoli, la data in cui saranno sottoposti al tampone. Questa comunicazione, comparsa nella bacheca delle singole classi, è giunta dopo messaggi “informali” inviati agli studenti nella chat da qualche insegnante. Ma almeno una delle classi era stata collocata in Dad già dalla settimana scorsa, esattamente da lunedì 22. Questo dopo che la scuola, sabato mattina, aveva appreso in via ufficiale che uno degli studenti era positivo. Anche se alla positività dell’alunno non si faceva alcun riferimento nella comunicazione, comparsa domenica scorsa, 21 marzo, ancora una volta nella bacheca di classe. Un semplice avviso che dal giorno successivo gli studenti avrebbero dovuto seguire le lezioni da casa.

Ieri mattina, la dirigente dell’Istituto, Maria Antonietta Ferrante, ha comunicato al sindaco di Nuoro Andrea Soddu la situazione della scuola. Oggi è previsto un Consiglio d’Istituto straordinario per fare il punto di una situazione che nelle ultime settimane ha fatto registrare l’aumento dei casi, a partire dallo scorso 16 marzo. È quella la data in cui uno studente della classe mandata in Dad il 22 marzo, e ora in quarantena, al rientro a casa da scuola aveva avvertito i primi sintomi riconducibili al Covid. Il giorno dopo la famiglia ha dato comunicazione telefonica alla segreteria della scuola dell’insorgenza dei sintomi.

Mentre il ragazzo è rimasto via da scuola, seguendo la trafila dei tamponi – il primo antigenico negativo – fino a quello di sabato 20 marzo, positivo, i compagni sono sempre andati in classe. L’Istituto, ha specificato la dirigente Ferrante, ha avuto la comunicazione della positività sabato 20 marzo alle 13.14, con una mail. E da lì la decisione di mandare tutti in Dad.

Il fatto è che i ragazzi, nella settimana precedente, hanno continuato a svolgere le lezioni in presenza e, con l’isola in zona bianca, a compiere tutte le loro normali attività. Da lunedì 22 marzo, giorno del switch off, con la Sardegna arancione, per quella classe è iniziata la Dad ma non altro. Ossia, nessuno ha avvisato i ragazzi della necessità di una quarantena, o di particolari cautele, né sono stati avviati i tracciamenti. Indicazioni che non sono in capo alla scuola, ma all’Igiene pubblica, alla quale la comunicazione della positività deve pervenire dal medico di base avvisato dalla famiglia. C’è da ritenere che questa catena sia stata rispettata, ma non è chiara la dinamica dell’improvvisa evoluzione: i positivi, la comunicazione della quarantena e della necessità di fare un tampone. Di certo, per restare alle comunicazioni ufficiali, c’è che da sabato 20 marzo la scuola era stata avvisata della positività di un suo alunno.

«A noi vengono comunicati i nominativi per procedere alla mappatura e pianificare la raccolta differenziata e altre operazioni legate alle misure per evitare la diffusione del virus», ha sottolineato il sindaco Soddu dopo aver parlato con la dirigente. Sicuramente i nominativi dei ragazzi ritenuti contatti stretti degli studenti positivi sono stati già segnalati all’Igiene pubblica che dovrà eseguire i tamponi. Ci sono poi altre procedure, come la sanificazione dei locali, che, se necessarie, dovranno essere concordate con la scuola.

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