Sanità, un comitato di oltre 500 persone pronto per il sit-in

Macomer. Movimento trasversale in continua crescita Il coordinatore Nieddu: «Dobbiamo superare le criticità»

MACOMER. Inizia a muovere i primi passi il “Comitato per la difesa della sanità del Marghine” costituitosi recentemente con l’obiettivo di formulare proposte e promuovere iniziative che facciano emergere le criticità della sanità territoriale e cerchino di stimolare l’adozione di possibili soluzioni. Le finalità e le modalità operative del comitato, al quale hanno già aderito più di 500 cittadini, sono state illustrate da Francesco Nieddu, designato coordinatore pro tempore, nel corso di un incontro tenutosi a Macomer, che ha visto la partecipazione di Silvia Cadeddu, sindaca di Birori e presidente della Conferenza territoriale di Nuoro, Ignazio Piras, primo cittadino di Dualchi e presidente del distretto sanitario del Marghine, Giampietro Arca, Rita Zaru e Luigi Cadau, alla guida delle amministrazioni civiche di Silanus, Noragugume e Lei, e Laura Fais, vice sindaca di Sindia. «Il Comitato – ha spiegato Nieddu – vuole essere uno strumento civico, libero e indipendente, aperto all’adesione di cittadini, associazioni, forze politiche e sociali; il suo compito principale deve essere quello di supportare sindaci ed istituzioni locali nell’azione di rivendicazione del superamento delle attuali criticità e nel lavoro di costruzione di una sanità che metta al centro il territorio, come auspicato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza».

La prima iniziativa cui il comitato sta lavorando è l’organizzazione di un sit-in nel poliambulatorio di Macomer, scelto come simbolo di una sanità territoriale alle prese «con tagli ingiustificati e carenze sempre più marcate». A preoccupare, in particolare, è lo smantellamento del laboratorio di analisi, ma anche la situazione in cui versano i servizi di nefrologia, oncologia, diabetologia e riabilitazione. Un’altra nota dolente è costituita dalla medicina di base e dal numero crescente di postazioni alle prese con medici vacanti o provvisori. «Per ottenere risultati concreti – ha osservato Nieddu – è importante mobilitare le popolazioni locali ma anche collaborare con gli altri comitati sorti nel nuorese e nel centro Sardegna, che condividono con noi temi ed obiettivi». Il Comitato intende prendere posizione anche sulla campagna vaccinale territoriale, definita «confusa e pasticciata, priva di metodo, e caratterizzata da assembramenti immotivati e pericolosi» e «presenze in grande esubero rispetto ai vaccini disponibili e programmati». Il comitato chiederà ai responsabili del distretto sanitario un passo di passo e l'adozione di «correttivi nei metodi adottati, anche mutuandoli da altre realtà che hanno saputo superare le difficoltà iniziali e trovato formule efficaci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes