La startup che aiuta gli anziani: il bando vinto da 4 ragazzi di Ottana e Bolotana

Con un progetto di monitoraggio a distanza

MACOMER. Guardare dentro la realtà per leggerne le esigenze, scovare le criticità e proporre soluzioni innovative, in questo caso in grado di incidere sull'ottimizzazione di un sistema che da un anno e mezzo si confronta con gli effetti della pandemia da Coronavirus. É questo l'orizzonte a cui volgono lo sguardo Fabio Deriu, Davide Pinna, Davide Basolu e Bassem Oreste Angioi, i quattro giovani ideatori di Hease Life, il progetto imprenditoriale selezionato dal bando Medst@rts, una delle articolazioni del programma di cooperazione Eni Cbc Med che persegue l'obiettivo della creazione di nuove opportunità economiche nell'area del Mediterraneo. L'ambito di applicazione progettuale è quello dell'assistenza sanitaria, in particolare quella offerta dalle Rsa che ospitano categorie particolarmente fragili della popolazione.

L'idea premiata arriva dal centro della Sardegna, da un team costituito da tre ragazzi di Ottana e uno di Bolotana, i due centri destinati a condividere la geolocalizzazione in un’area di crisi in cui il fallimento industriale è divenuto elemento endemico caratterizzante e dove ripensare lo sviluppo con nuovi paradigmi è a maggior ragione uno stato di necessità. Se l'innovazione è lo strumento a disposizione per declinare l'oggi e costruire il prossimo il futuro, sono le sue molteplici applicazioni ad aprire la strada a più efficienti formule di organizzazione e ottimizzazione dei sistemi, oltre che a nuovi mercati e nuove potenziali occasioni d'impresa. Un concetto che gli ideatori di Hease Life sembrano aver ben approfondito, visto che il fulcro dell'iniziativa è un prodotto già noto e presente sul mercato, da congegnare ed adattare però a nuovi ed alternativi utilizzi specifici. L'intuizione nasce dalla necessità di modernizzazione ed efficientamento del sistema di assistenza sanitaria, e la proposta fattiva è quella di adozione, nelle Rsa, di un dispositivo non invasivo da tenere al polso, concepito per monitorare in maniera costante e continuativa i parametri vitali di chi lo indossa. Un braccialetto in grado di trasmettere in tempo reale le rilevazioni dei parametri principali richiesti – quali per esempio battito cardiaco, temperatura corporea e pressione sanguigna – ad una apposita piattaforma pensata anzitutto come un'interfaccia di supervisione per il personale sanitario, il quale sarebbe messo nelle condizioni ottimali per verificare lo stato di salute dei pazienti in qualsiasi momento, attingendo anche dallo storico dei dati che andrebbero ad aversi a disposizione.

«Le misurazioni vengono effettuate tramite un device wearable a cui abbiamo dato il nome di Lala. Ci piace pensare che ogni nostro cliente possa sentirsi al sicuro sotto Lala protettrice di Hease Life» – racconta da Bolotana Fabio Deriu, ora impegnato insieme agli ottanesi Pinna, Basolu e Angioi nel passaggio cruciale dall'idea progettuale alla costituzione d'impresa. «L'idea parte da una necessità comune a tutti noi, quella di sapere come sta un nostro caro. Un bisogno che è emerso in modo drammatico quando la diffusione del Covid ci ha costretti al lockdown e le strutture per anziani sono diventate off-limits, accentuando l'esigenza di sistemi di controllo oltre che di prevenzione sulla salute. Non a caso – sottolinea Deriu – un punto importante del progetto riguarda proprio la possibilità di rendere disponibili le informazioni sulle condizioni generali di salute dell’ospite di Rsa anche ai parenti, sempre per il tramite della piattaforma, attraverso un account ospite». Se per ora la nascente società punta sulle strutture che operano in ambito sanitario, il team non esclude di rivolgersi anche al mercato dei consumatori singoli.

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