La Nuova Sardegna

Nuoro

Il personaggio

Cinquant’anni da prete sindacalista, Ottana in festa per don Pietro Borrotzu

di Federico Sedda

	Le ciminiere simbolo di Ottana e don Pietro Borrotzu
Le ciminiere simbolo di Ottana e don Pietro Borrotzu

Storiche le sue battaglie a sostegno dei lavoratori e per i detenuti del carcere di Badu ‘e Carros

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Ottana La comunità religiosa, e non solo di Ottana, ha festeggiato i 50 anni di sacerdozio di don Pietro Borrotzu, parroco del paese dal primo ottobre del 2020, quando venne insediato nella parrocchia di san Nicola dal vescovo di Nuoro Antonello Mura. A ricordare l’evento è lo stesso sacerdote nella pagina facebook della parrocchia. «Il 4 gennaio 2026 – scrive don Pietro – è per me una data importante perché ricorre il 50esimo anniversario della mia ordinazione sacerdotale. Per me è un’occasione speciale per ringraziare il Signore per il dono del sacerdozio e per i tanti servizi che ho avuto modo di svolgere con il suo aiuto e su incarico dei miei vescovi. Voglio condividere con voi i motivi del grazie e vi invito a partecipare ai momenti della festa».

Domenica scorsa, dopo la celebrazione della messa di “ringraziamento” alle 17, don Pietro ha salutato i cittadini e i fedeli con un buffet offerto a tutti nel piazzale antistante il centro sociale della chiesa parrocchiale. Anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco, Franco Saba, ha voluto ricordare i 50 anni dall’ordinazione sacerdotale di don Borrotzu con un post ufficiale nel sito istituzionale del Comune.

«La comunità di Ottana – si legge – festeggia don Pietro per i suoi 50 anni di sacerdozio. Il sindaco, l’amministrazione comunale e l’intera comunità si uniscono con affetto a questo speciale momento di gioia, ringraziando don Pietro per una vita interamente donata al servizio di Dio e della comunità. Auguri, don Pietro», conclude il post del Comune. Ordinato sacerdote il 4 gennaio del 1976 dall’allora vescovo di Nuoro monsignor Giovanni Melis, don Pietro Borrotzu, 75 anni, originario di Orani, è stato vice parroco di Orune e successivamente parroco della parrocchia della Beata Maria Gabriella di Nuoro che ha fondato insieme alla cooperativa “Ut unum sint” che si occupa dell’assistenza ai detenuti ed ex detenuti di Badu ‘e Carros e dei loro familiari. Attualmente è parroco di Ottana da poco più cinque anni.

Don Borrotzu è stato a lungo responsabile della Pastorale regionale sociale e del lavoro, l’organismo della Conferenza episcopale che si occupa di dinamiche sociali, dalle fabbriche al reinserimento dei detenuti. Da qui il suo lungo e fattivo impegno nelle tante vertenze per il lavoro e la difesa dell’occupazione che hanno caratterizzato le fabbriche sarde dagli anni Novanta ai primi anni del Duemila, da Portovesme a Porto Torres, fino a Ottana. Per questo suo impegno sociale, civile e pastorale, in particolare nelle vertenze delle fabbriche di Ottana di Enichem e Montefibre, don Pietro Borrotzu, omonimo del suo parente partigiano di Orani, Pietro Borrotzu, fucilato dai nazifascisti nel 1944, a soli 22 anni, in cambio della liberazione di alcuni civili che lo avevano ospitato, è conosciuto come il “prete sindacalista”. Famoso un episodio che, nel maggio del 2003, lo vide protagonista a Roma, a palazzo Chigi, con una delegazione sindacale. Per accedere all’incontro alla presidenza del Consiglio dei ministri, don Pietro Borrotzu indossò i panni del sindacalista, in modo da poter consegnare al sottosegretario Gianni Letta una petizione firmata da oltre diecimila fedeli per la salvezza di Ottana. Letta si accorse del piccolo inganno, nonostante don Pietro, anche quella volta, non indossasse il clergyman di ordinanza, ma una normale camicia senza cravatta sotto la giacca scura. Il sottosegretario accettò la presenza del sacerdote e soprattutto la petizione che contribuì all’esito positivo della vertenza. Ancora oggi don Pietro, con il suo fare sommesso e coraggioso, risponde presente ai bisogni dei poveri, degli ultimi e delle persone in difficoltà.

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