Dimensionamento, l’assessore Cabula: «Mobilitazione generale contro i tagli sulle scuole»
«Invito istituzioni, studenti e insegnanti di Nuorese e Ogliastra a protestare con durezza dopo le decisioni scellerate del commissario Feliziani»
Nuoro Nessuno sciopero, nessuna protesta formale, nessuna occupazione autorizzata negli istituti. In un clima generale di apatia generatosi nell’universo scolastico cittadino dopo la decisione del commissario governativo ed ex provveditore di Nuoro, Francesco Feliziani di sopprimere le autonomie del liceo Classico “Giorgio Asproni” (istituito nel 1861) e della scuola elementare “Ferdinando Podda” (operativa dal 1927), ad agitare le acque tra studenti, collegi dei docenti e dirigenti scolastici ci pensa direttamente l’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Domenico Cabula.
L’esponente in quota Sinistra futura della giunta Fenu non usa mezzi termini e richiama l’opinione pubblica a una «mobilitazione generale». «Lancio un appello formale – aggiunge Cabula – ai sindaci della provincia di Nuoro e dell’Ogliastra, ai parlamentari e al consiglio regionale, alle organizzazioni sindacali della scuola e confederali, ai dirigenti scolastici, ai docenti, al personale Ata, alle famiglie e agli studenti. Servono iniziative forti, presidi, assemblee pubbliche, atti istituzionali condivisi. Dobbiamo alzare la voce tutti insieme, perché qui non è in gioco un dirigente in più o in meno, ma il diritto allo studio e la dignità di un intero territorio. Se il Ministro, il Governo pensano di poter decidere sopra le nostre teste, si troveranno davanti una comunità pronta a reagire. Nuoro non si piega e non si rassegna».
L’assessore comunale alla Pubblica istruzione non si nasconde e da nome e cognome di quelli che secondo la sua visione sono i responsabili della piaga dimensionamento. «Diciamolo senza ipocrisie – commenta sul tema –, quello che sta accadendo è una scelta politica deliberata. La responsabilità ha nomi e cognomi. È del ministro dell’Istruzione e del Governo, che hanno imposto una logica ragionieristica lontana anni luce dai bisogni reali dei territori, non tenendo conto della loro condizione sociale ed economica, dei trasporti, della dispersione scolastica, del calo delle nascite in una provincia sempre più povera e isolata».
«Tutti argomenti e valutazioni che la Regione, per voce dell’assessora Ilaria Portas – aggiunge –, audita nel Consiglio dei ministri, aveva portato all’attenzione del Governo, giustificando il rifiuto al taglio delle nove autonomie anche in ragione delle 38 già accorpate nel corso dell’ultimo triennio». Secondo il leader territoriale di Sinistra futura, quella firmata dal commissario Feliziani è una scelta politica “ad personam”. «Ha deliberatamente rifiutato di sentire le istituzioni (Regione, Province e Comuni) neanche gli stessi dirigenti degli Usp, perché aveva un chiaro mandato da applicare – accusa Cabula –, una linea politica chiara decisa con Roma: colpire Nuoro e l’intera provincia, ridimensionarla, indebolirla, cancellando cinque autonomie scolastiche su nove».
Al di là delle singole storicità delle istituzioni culturali, la lente dell’assessore si sposta soprattutto sul caso Podda-Borrotzu. «Quando si sceglie di creare un ulteriore mostro burocratico da oltre 1.150 studenti, si smantella un sistema educativo territoriale costruito in decenni di lavoro. Questa non è razionalizzazione, è un disastro sociale e culturale». «Mentre a Nuoro e Cagliari parlano di sviluppo, di rilancio delle aree interne, di Einstein telescope, a Roma si decide di tagliare scuole, presidi culturali e servizi essenziali – conclude l’assessore Domenico Cabula –. Ci portano i detenuti del 41 bis nel carcere di Badu’ e Carros e contemporaneamente ci tolgono le autonomie scolastiche: questo è il futuro che ci stanno preparando? Una provincia prigione, povera e senza istruzione?». Domande, per ora, senza risposte.
