Il papà di Morgana rinuncia al giudizio

Enzo Giagoni, il poliziotto che nell’alluvione perse la moglie e la figlioletta di due anni, chiude il caso con una transazione

OLBIA. All’udienza preliminare del 18 febbraio prossimo, dove si parlerà delle responsabilità umane sull’alluvione del 18 novembre 2013, la prima sorpresa potrebbe arrivare da una della parti civili. Enzo Giagoni il poliziotto di 49 anni che in quella tragedia collettiva ha perso la sua famiglia - la figlia di due anni, Morgana, e la moglie Patrizia Corona, di 42 –, non si costituirà in giudizio. Ha dato mandato al suo legale, il penalista nuorese Angelo Merlini, di chiudere quella dolorosissima pagina di vita con una transazione economica, già proposta dalla compagnia di assicurazioni che copre le responsabilità civili dell’amministrazione comunale di Olbia.

Una decisione ponderata e presa per evitare le lungaggini processuali che, stando alla premesse, non dovrebbero concludersi prima di alcuni anni. Se tutto va bene. Il poliziotto, rientrato da pochi giorni in servizio dopo oltre un anno di assenza per le cure fisiche e psicologiche (queste ultime le più difficoltose da superare, dopo il tremendo trauma che l’uomo ha subìto), non se l’è sentita di affrontare le angosce e i tormenti che gli avrebbero procurato le innumerevoli rievocazioni dell’accaduto nel corso del procedimento penale non ancora avviato e sui cui tempi di definizione pende una gigantesco punto interrogativo.

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