Budelli, prosegue la lotta per la proprietà

Dopo la decisione del Consiglio di Stato Michael Harte dovrà riproporre la sua offerta d’acquisto

TEMPIO. Mister Michael Harte dovrà ancora attendere prima di poter mettere piede nel paradiso dell’isola di Budelli. Il banchiere neozelandese, incassata la vittoria davanti al Consiglio di Stato che ha annullato la prelazione dell’Ente Parco della Maddalena sull'acquisto dell'isola dell’arcipelago maddalenino, dovrà infatti perfezionare diversi passaggi burocratici prima di poter dichiarare d’essere il formale proprietario di Budelli. Il motivo è semplice. Nelle more processuali, dopo il ricorso al Tar che contestava il diritto di prelazione favorevole all’Ente parco, il neozelandese venne dichiarato fuori gioco dall’asta pubblica e gli fu restituita la caparra versata nella cancelleria delle esecuzioni immobiliari. Dopo la recentissima decisione del Consiglio di Stato di annullare la decisione del Tar le pretese del banchiere neozelandese Michael Harte saranno sicuramente riproposte. Essendo stata dichiarata nulla, per effetto della decisione del Consiglio di stato, la vendita all’asta giudiziaria con la quale mister Harte acquisì Budelli nell'ottobre del 2013, l’isola, da ieri, è ritornata nella disponibilità del vecchio proprietario, la “società immobiliare Nuova Gallura” i cui problemi di liquidità avevano portato alla vendita all’asta giudiziaria dei 160 ettari di Budelli, compresa la mitica spiaggia rosa resa immortale da Michelangelo Antonioni. Restano dunque aperti spazi di manovra per l’Ente Parco, che ha dichiarato di non volersi arrendere davanti alla decisione del Consiglio di Stato e di preparasi alla battaglia legale con un ricorso alla corte europea di Strasburgo. Molto più semplicemente sarà invece necessario attendere che il giudice delle esecuzioni del tribunale di Tempio, Alessando Di Giacomo, sciolga le riserve sul destino dell’isola. Michael Harte dovrebbe, e sicuramente lo farà nelle prossime ore, presentare istanza di assegnazione sulla scorta della decisione del Consiglio di Stato, ma il giudice potrebbe interpretare diversamente quella sentenza, riaprendo i termini e fissando (utilizzando le perizie di stima, rimaste attuali), una nuova asta giudiziaria alla quale, questa volta, potrebbero essere in tanti a concorrere. Primo tra tutti l’Ente Parco, che ha già in tasca l’assegno da 3 milioni e 200 mila euro staccato dall’ex ministro dell’ambiente Andrea Orlando, oggi diventato guardasigilli nel governo Renzi. La battaglia per il paradiso si riapre, e le prossime ore saranno decisive per capire come finirà una guerra dove non sono mancate le bordate a suon di milioni e di ricorsi. Un fatto resta certo: l’isola è supertutelata da vincoli di ogni genere, primi tra tutti quelli della inedificabilità assoluta. Compreso il grimaldello del Piano Casa. (g.p.c.)

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