Gli studenti in barca a vela da Capo Figari a Bonifacio

È partita sabato mattina l’avventura di sette ragazzi dell’istituto tecnico Deffenu In un diario di bordo il resoconto della navigazione: orari, bollettini, soste in rada

OLBIA. Quindici metri di fascino scintillante. La scuola ha uno scafo bianco e due vele gonfiate dal vento. E loro ci lavorano sopra come formiche. Indossano un paio di pantaloncini, una maglietta azzurra, quando il mare ingrossa tirano fuori un comodo impermeabile. Sono sette studenti di quinta superiore e da sabato mattina sono in mezzo al mare. Torneranno a casa venerdì dopo aver solcato le onde che bagnano la Corsica e l’arcipelago della Maddalena. Se le Bocche di Bonifacio lo permetteranno proveranno anche a raggiungere l’Asinara. Poi si ripresenteranno con la faccia cotta dal sole e la testa colma di ricordi. I sette studenti, tutti dell’istituto tecnico Deffenu, stanno così scoprendo il fascino della barca a vela. Tutto grazie al progetto «Marinai a scuola», architettato dall’istituto di via Vicenza insieme a un pool di sponsor.

La ciurma perfetta. I ragazzi sono quelli del corso Trasporti e logistica:Andrea Zaffarano, Alessio Mannazzu, Paolo Salutini, Mattia Azzolina, Martino Mula, Alessandro Costantino e Asia Fresi, unica donna a bordo. A guidare la spedizione ci sono due esperti: lo skipper Emanuele Gatti, docente di navigazione, e il co-skipper Salvatore Zucca, tecnico informatico della scuola. «Nei giorni precedenti ci siamo incontrati per studiare un po’, a cominciare dai nomi: scotta, randa, fiocco, boma, albero. Poi abbiamo fatto una bella spesa» racconta Asia Fresi. I ragazzi hanno riempito la barca di viveri: hamburger, wurstel, pasta, riso, formaggio, acqua, coca cola, succhi e pure qualche birra.

La partenza da Olbia. L’avventura è cominciata sabato. La barca, di nome Monia, è partita alle 9.20 dal circolo nautico di Olbia e alle 9.52, davanti a Pittulongu, ha spiegato le vele. Un’operazione inizialmente non troppo semplice. Per la prima volta i ragazzi si sono trovati a fare i conti con le cime, con il vento e con tutti quei movimenti sconosciuti ai profani. Ma pian piano hanno affinato la tecnica. E dopo pranzo sono riusciti ad arrivare alla Maddalena, un po’ stralunati, per riposarsi prima di riprendere la navigazione il giorno successivo. «Beh, per non essere mai stati in barca a vela sono stati bravi. E tutto questo con 30 nodi di raffica», conferma Gatti.

Tra onde e acciughe. La vita a bordo non è semplice. Gli spazi sono stretti, tutto vola per aria, bisogna rimanere sempre vigili. E poi c’è il mare, spesso agitato. I deboli di stomaco non hanno vita facile. «Ho mangiato due acciughe ed è passato tutto. Comunque è una esperienza bella e divertente» confessa Andrea Zaffarano, che lunedì ha compiuto 19 anni a bordo.

Scogliere e gopro. Gli studenti hanno l’opportunità di scoprire le tecniche di navigazione e di ammirare i panorami mozzafiato delle coste sarde e corse. Dalle scogliere di Capo Figari a quelle di Bonifacio, dalle acque cristalline dell’arcipelago maddalenino a quelle della Costa Smeralda. Registrano tutto con reflex, telefonini e gopro. L’avventura è anche annotata su un diario di bordo: orari di partenza e di arrivo, bollettini meteo e soste in rada. Insomma, un bagno di spensieratezza prima dell’ormai prossimo esame di maturità.

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