Olbia, auto in spiaggia con 3 suore: maximulta

La Land Rover con le suore a bordo parcheggiata sulla spiaggia di Marinella

Una Land Rover con autista ha attraversato l’arenile di Marinella per una foto ricordo. Subito avvisata la polizia locale

OLBIA. Le vie del Signore sono infinite, ma anch'esse devono fare i conti con divieti e sanzioni. Soprattutto se si è a bordo di un Suv che decide di attraversare una spiaggia per fermarsi a pochi di metri dalla battigia. Un esercizio di supercafonaggine di cui si è macchiato ieri un gruppo di gitanti sull’arenile di Marinella.

Un gruppo che non poteva passare inosservato, perché accanto all’autista, un sardo sui 70 anni, erano sedute tre suore sudamericane, che, probabilmente inconsapevoli di dove si trovavano, immortalavano le meraviglie naturali della Sardegna con uno smartphone.

Ma in quello stesso momento non erano le uniche sulla spiaggia a disporre di un cellulare in grado di fare le riprese. A pochi metri da loro aveva appena smesso di allenarsi con la sua canoa Francesco Gambella, campione di kayak che si sta preparando per la traversata targata Amref da Ostia a Porto San Paolo, in programma a fine giugno.

Le tre suore in macchina nella spiaggia di Marinella

«Avevo appena appoggiato la canoa quando ho sentito il rumore di un motore – racconta Gambella –. Ho alzato gli occhi e mi sono trovato davanti un Suv che sfrecciava sulla spiaggia tra due concessioni balneari. Mi sembrava assurdo che stesse accadendo per davvero. Allora ho preso lo smartphone e mi sono avvicinato per riprendere il tutto. Ovviamente il mio stupore si è amplificato quando mi sono reso conto da chi era formato l’equipaggio del Suv. Mi sembrava un film di Totò».

La prima ad affacciarsi è stata la suora seduta davanti, che incantata dalle acque cristalline (e a pochissimi metri da lei) del golfo di Marinella, ha iniziato a riprendere il video-ricordo. «Sorella, lo sa che è vietato entrare in macchina così», le ha urlato Gambella. La religiosa, forse profana di italiano, ha reagito con una risata fragorosa, ma poi, resasi conto che i toni dello sportivo non erano proprio amichevoli, ha chiesto scusa in spagnolo e chiuso lo sportello. A quel punto è intervenuto l’autista, che, in sardo, ha chiesto a Gambella “notizie” sul suo smartphone, prima di scoppiare anche lui in una risata rumorosa. Poi ha messo la retromarcia e velocemente la comitiva ha lasciato la spiaggia.

La vicenda è stat segnalata al comando di polizia locale di Olbia, che attraverso il numero di targa ha rintracciato l’autista del Suv, per il quale scatterà una multa che può arrivare fino a 619 euro. «Non si tratta di un semplice divieto di sosta, bensì della grave violazione di norme che tutelano il paesaggio - dice il comandante Gianni Serra -. Per sanzionare chi si macchia di simili reati non è necessario che sia presente la polizia locale. Per questo ben vengano le segnalazioni dei cittadini, soprattutto se documentate come in questo caso». Non è la prima volta che le spiagge della Sardegna si trasformano in palcoscenici per supercafoni. Nel 2013 una coppia bolognese rischiò il linciaggio a Pittulongu per avere parcheggiato il Suv sulle dune: una violazione da 2mila euro. Nella stessa estate a Porto San Paolo due tedeschi usarono un escavatore per disincagliare la loro barca dagli scogli: anche in quel caso la multa fu più che salata. Ma il top lo si è raggiunto lo scorso ottobre, quando tre fotoreporter stranieri sono stati sorpresi mentre scattavano foto agli ultimi modelli della Volkswagen Passat sulla spiaggia di Liscia Ruia. Un set costato a ognuno dei fotografi un multone da 5mila euro.

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