Lesioni a un neonato durante il parto a Olbia, sfilano i consulenti

I fatti rievocati in tribunale risalgono al 2009

Nuova udienza al processo in cui sono imputate due ginecologhe e un’ostetrica in servizio all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia

OLBIA. Nuova udienza al processo per lesioni gravi causate a un neonato durante il parto. Imputate due ginecologhe e un’ostetrica in servizio all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia. Già sentiti la madre e il padre del bambino, l'ultima udienza è stata interamente dedicata alle relazioni dei consulenti della parte civile e della difesa. I fatti risalgono a17 gennaio 2009, quando in sala parto una puerpera nuorese stava per dare alla luce il proprio bimbo.Secondo l’accusa, «per imperizia e negligenza» il neonato ha sofferto al punto tale da restare quasi asfissiato nel ventre materno. Una ipossia (mancanza di ossigeno al cervello) che poi ha provocato nel bimbo crisi di epilessia per oltre due mesi, difficoltà deambulatorie e lasciato postumi ancora da valutare. Quel giorno in sala parto c'era soltanto l'ostetrica di turno che, mentre le condizioni del bimbo, registrate attraverso un elettrocardiogramma, facevano intuire una sofferenza fetale. Soltanto dopo diverse ore intervenne un medico, ma nessuno si premurò di far nascere, con un parto cesareo, il bimbo sofferente. I genitori del bambino si sono costituiti parte civile in giudio, assistiti dall’avvocato Nazarena Tilocca. I medici imputati sono Nadia Rosas e Cristina Nocco, rispettivamente difesi dagli avvocati Antonello Desini e Alessandra Nocco. L’ostetrica imputata è Stefania Falconi, assistita dall’avvocato Marco Manelli. L’udienza è stata aggiornata al 16 febbraio.

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