LA DISCARICA CHE NESSUNO VUOLE AVERE

ENRICO GAVIANO. Un incontro fra i rappresentanti di Porto San Paolo e Murta Maria con l’assessore regionale all’ambiente Donatella Spano, richiesto da tempo e che presto si farà, ha rilanciato l’annos...

ENRICO GAVIANO. Un incontro fra i rappresentanti di Porto San Paolo e Murta Maria con l’assessore regionale all’ambiente Donatella Spano, richiesto da tempo e che presto si farà, ha rilanciato l’annoso problema della discarica di Spiritu Santu. Le due comunità sostengono che è impossibile convivere con i miasmi provenienti dalla discarica gestita dal Cipnes. Il battagliero comitato di quartiere di Murta Maria condotto da Corrado Varrucciu e il medico di Porto San Paolo Luigi Muroni sostengono inoltre che queste effluvi sono molto gravi per la salute. Su questo punto lo scontro fra le due comunità preoccupatissime per l’aumento presunto di malattie tumorali, e il Cipnes che ha scritto una relazione ponderosa alla Regione, è aperto. Il consorzio infatti, ha prodotto dei documenti in cui viene confutata l’ipotesi che dalla discarica derivino danni alla salute. Detto questo, però, rimane aperto il tema della difficile convivenza fra le due comunità, votate prevalentemente a uno sviluppo economico puntato sul turismo, vista la vicinanza con spiagge incantevoli, e la presenza dell’area in cui vengono stoccati i rifiuti di 17 comuni della Gallura. Un tema che andrebbe approfondito. Cioè, per quale motivo, dopo che queste comunità, a partire dal 1990, hanno offerto un servizio importante alla comunità, non si può ora pensare a uno spostamento del sito, in altra area del territorio?

Dal Cipnes fanno sapere, ancora, che uno spostamento comporterebbe la perdita di alcuni milioni di euro, perché i macchinari utilizzati andrebbero persi e poi ci vorrebbero altri soldi per la bonifica del territorio. E, inoltre, risulta difficile trovare un’altra area. Basti ricordare che, una decina di anni fa, il Consorzio, allora guidato da Settimo Nizzi, aveva individuato una cava dismessa nel comune di Loiri in zona Azza Ruja, in aperta campagna, che avrebbe permesso una pianificazione di circa 16 anni. Ma a Loiri sia il precedente sindaco Giovanni Inzaina, che l'attuale Giuseppe Meloni avevano eretto un muro invalicabile. Il problema dunque resta, ma resta l’ingiustizia verso due comunità che avrebbero diritto di liberarsi, dopo quasi trent’anni di un peso così fastidioso.

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