Mater, la Gallura esulta: battaglia vinta con l’unità
Sindaci, forze politiche e sociali al consiglio comunale aperto convocato da Nizzi Sanità pubblica, molto critici I consiglieri regionali Fasolino (Fi) e Satta (Uds)
OLBIA. Uniti si vince. La battaglia per il Mater Olbia e il Punto nascita della Maddalena, lo dimostrano. Lo hanno detto e ribadito a più riprese sindaci, consiglieri e assessori regionali, forze politiche, sindacali e sociali che ieri si sono ritrovati a Poltu Cuadu per un consiglio comunale aperto voluto dal sindaco Settimo Nizzi. La Gallura si è presentata compatta per festeggiare il risultato ottenuto, all’indomani del voto del consiglio regionale che ha dato il via libera ufficiale al Mater Olbia e salvato il Punto nascita della Maddalena.
Tra i toni entusiastici, però, c’è stato anche chi ha rimarcato la carenza della sanità pubblica, e chi ha invocato la stessa unità manifestata in questa occasione, anche su altre battaglie in difesa del territorio, a cominciare dalla rinascita della Provincia. «Eravamo molto preoccupati. Oggi lo siamo meno: possiamo dire che abbiamo la speranza di avere una sanità migliorata e migliorabile. Martedì ci sarà il voto finale. Noi continueremo a lavorare con la stessa tenacia che ci ha fatto arrivare a questo risultato», ha detto Nizzi, aprendo i lavori.
A fianco a lui, il deputato Pd Gian Piero Scanu, da sempre in prima linea in difesa del Mater Olbia. «Non sono prevalsi gli interessi di cortile, c’è stato il voto di quasi tutte le forze politiche: non sarei stato così contento come lo sono, se il voto fosse arrivato soltanto dalla maggioranza. Il Mater Olbia è dei sardi e di tutta la politica sarda. È figlio di tutti, di Cappellacci e di Pigliaru. Ora dobbiamo vigilare perché ciò che è stato programmato si realizzi. Sono convinto che Olbia possa diventare un polo di ricerca scientifica: è questo che dobbiamo inseguire».
Il consigliere regionale Fi Giuseppe Fasolino festeggia per il risultato sul Mater «ma – ha precisato – non sono soddisfatto su quanto il riordino della rete ospedaliera prevede per il servizio pubblico della Gallura». Carenze rimarcate con maggiore durezza dal consigliere regionale Giovanni Satta (Uds). «Cosa stiamo festeggiando? Era un atto dovuto. Accogliamo a braccia aperte il Mater ma non risolverà le troppe pecche della sanità pubblica. L’emendamento che ho presentato perché Olbia avesse un primo livello con possibilità di avere servizi di secondo livello come Nuoro, è stato bocciato. Olbia è posta allo stesso livello di San Gavino Monreale. Non voterò a favore della riforma sanitaria».
A festeggiare per il Mater c’era anche il sindaco di Tempio Andrea Biancareddu, critico anche lui sul fronte della sanità pubblica. «Oggi aspettiamo anche 12 ore al pronto soccorso». Antonio Satta, sindaco di Padru e presidente della conferenza socio sanitaria della Gallura, ha ricordato come «il “partito di Cagliari” ha sempre provato a bloccare lo sviluppo della Gallura. Aspettiamo il voto definitivo prima di esultare. Questa è una grande battaglia che ha trovato l’unità, a dimostrazione che la Gallura, quando mette da parte i colori politici, vince»
. Il segretario generale della Cisl Gallura Mirko Idili ha rinnovato l’impegno delle forze sindacali e sociali al “Patto della Gallura”. «Nessuno ci sta regalando niente, in Gallura c’è uno squilibrio dei posti letto – ha detto - Il Mater è un investimento intelligente. Non dobbiamo chiederci quanti soldi toglierà alla sanità pubblica ma come strutturare un modello equilibrato tra pubblico e privato». Patrizia Desole (Pd), ha rimarcato l’importanza del Punto nascita per le mamme della Maddalena e il potenziamento delle breast unit che garantirà diagnosi e cura per le patologie al seno senza spostarsi nella penisola. «Ora la sfida è coniugare pubblico e privato». Plauso da Forza Italia. «Basta col ruolo di Cenerentola sarda», ha detto Maria Antonietta Cossu.
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