Le regole d’oro contro lo scippo dei marchi

Confartigianato e Parxi Ip indicano agli artigiani la strada per mettere al sicuro le loro creazioni

OLBIA. Lo scippo è dietro l’angolo. Basta lanciare sul mercato un nuovo prodotto per rischiare di essere rapinati da chi vuole fare business con le idee degli altri. Il fenomeno dei furti di marchi, idee, prodotti, macchinari e software è sempre più diffuso e anche in Gallura c’è chi comincia a mettere sottochiave le proprie creazioni. La strada che porta alla tutela è però lunga e non sempre facile da individuare. Per questo la Confartigianato ha lanciato una sorta di campagna per indicare la via della protezione dai rischi. Si è anche tenuto un seminario con degli esperti per parlare di registrazione del marchio.

Il fenomeno. Si parte da un presupposto: il furto di idee e prodotti è un fenomeno in crescita e può avvenire sia in Italia che all’estero. Nessun settore è immune. «Il tema riguarda tutte le imprese, grandi e piccole – spiega Stefano Mameli, segretario regionale Confartigianato –. Il made in Italy è uno dei più copiati nel mondo. E in Sardegna, una terra in cui non mancano le idee, si fa poco ricorso agli strumenti di tutela». E così la Confartigianato ha firmato una convenzione con la Praxi Ip. Per conto di questa società, a Olbia è arrivata Gabriella Reniero, che ha illustrato come la Praxi Ip accompagna l’impresa nel percorso di registrazione del marchio e del prodotto. «Bisogna intervenire per tutelare i propri brand – dice Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Gallura –. Ma non è un’impresa sempre facile se non si è titolari di un marchio forte o se non ci si è preoccupati di registrarlo in maniera adeguata». Sulla stessa linea Federico Fadda, segretario Confartigianato Gallura: «Ai tempi del web e dell’internazionalizzazione ci sono nuove esigenze di tutela di un marchio, di un prodotto o anche di una semplice ricetta».

La testimonianza. Tore Delrio è un artigiano di lungo corso e collabora con il cantiere Lady sailing di Arzachena. Lui è interessato alla tutela di una sua creazione. Teme infatti che qualcuno, prima o poi, possa rubare l’Expo 580. E cioè uno speciale gommone mirato al noleggio. «È un gommone che si presta particolarmente a questo tipo di attività – spiega l’artigiano –. Abbiamo usato materiali di prima scelta e dietro c’è uno studio lungo. Stiamo avendo un bel riscontro. Noi piccoli artigiani dobbiamo proteggerci, altrimenti verremo mangiati da chi è più grande. Meglio mettere in cassaforte le nostre creazioni».

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