Olbia, l’arte del soutache nelle creazioni di Eleonora Cattrocci

Il racconto di un’ex agente immobiliare che ha cambiato vita. Ora crea gioielli fatti a mano che conquistano Europa e Cina

OLBIA. Linee fluide e perle colorate. L’arte di Eleonora Cattrocci è fatta di talento e pura fantasia. Perché serve avere una buona immaginazione per esaudire i desideri di chi ama indossare pezzi unici e ricercati. Gioielli che richiamano il barocco e che nascono per ornare i visi delle donne o per rivoluzionare sandali ed eleganti borsette. E pensare che fino a non troppo tempo fa Eleonora Cattrocci, 33 anni, olbiese, mai avrebbe immaginato che un giorno sarebbe diventata una brava artigiana. Lavorava nell’agenzia immobiliare di famiglia quando, per superare una dura prova riservatale dalla vita, trovò la forza di rimboccarsi le maniche e inventare qualcosa di nuovo. Nel 2012 nacque così il marchio Meg Jewels. Oggi Eleonora ha un atelier tutto suo, alcuni punti espositivi in Italia e un esercito di clienti sparso per l’Europa.

La storia. Eleonora faceva l’agente immobiliare quando venne al mondo Martina, sua figlia, affetta da una rara malattia genetica: la fibrosi cistica. «È una malattia che comporta una serie di problematiche e una realtà molto altalenante. Avevo bisogno di stare molto tempo con mia figlia e di conseguenza non sono potuta tornare al mio vecchio lavoro – racconta Eleonora Cattrocci –. Quando c’è una malattia in famiglia il dolore è molto grande. E in quel momento hai due possibilità: soccombere o reagire. Io ho deciso di reagire». Eleonora ha trovato nell’arte dei gioielli la forza di guardare avanti. E alla fine, nei gioielli, ha trovato anche un nuovo lavoro. «L’idea era quella di creare una attività parallela che mi consentisse di staccare la testa. In passato avevo già dipinto, disegnato e ricamato. Poi riuscii a capire dove incanalare la mia creatività, sono sempre stata appassionata di moda». E quindi nel 2012 la nascita del marchio di gioielli Meg, che è l’unione delle iniziali di tre nomi: Martina, Eleonora e Giorgio, suo marito.

L’arte di Eleonora. I Meg Jewels si riconoscono subito. Ogni creazione è come un marchio di fabbrica. L’artigiana olbiese utilizza seta, viscosa, perle e pietre semipreziose. Eleonora Cattrocci è una maestra del soutache. «I miei primi esperimenti sono iniziati quasi sei anni fa. Si tratta di una tecnica antica e molto interessante, originaria dell’est – spiega –. In poche parole il soutache è un tessuto, una fettuccia di seta mista a viscosa che ti permette di dare vita a bellissime creazioni. Serve però tanta pratica, dietro ogni singolo pezzo ci sono molte ore di lavoro, a volte anche giorni». Ed è così che Eleonora Cattrocci realizza solo pezzi unici. Innanzitutto orecchini e collane, ma anche una linea pensata appositamente per le spose. «La tecnica del soutache può essere applicata un po’ ovunque. Quindi sono passata anche ai sandali e alle borse, con le basi che sono realizzate da un artigiano. Tutto è brandizzato, tutto deve essere riconoscibile».

L’exploit. L’artigiana olbiese aveva cominciato a pubblicare le foto dei suoi lavori su Facebook. Tra un post e l’altro il marchio Meg Jewels è riuscito ad attirare l’attenzione delle amanti del bello. «Invece a ottobre ho aperto lo store, qui in via Porto Romano, e inoltre mi appoggio anche a vari rivenditori in Italia – spiega –. Tutto questo comporta moltissimo lavoro, però ne vale la pena tentare. Faccio tutto da sola, dalle creazioni alla pubblicità sui social, ma devo ringraziare tutte le persone che mi hanno dato coraggio, a cominciare da mio marito». Una grossa mano arriva poi dal web. «Sui social i gioielli viaggiano bene. Sono riuscita ad avere delle clienti in Inghilterra, in Irlanda e in Austria e addirittura contatti con la Cina. Ma si lavora bene anche nel punto vendita. Per fortuna ho una clientela variegata, dalle giovanissime fino alle ultra ottantenni».

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