Parto anticipato alla Maddalena, il bimbo non “aspetta” l’elisoccorso

Una donna è arrivata all’ospedale in stato di travaglio iniziale. La prima opzione era stata il trasporto in ambulanza

LA MADDALENA. Non ne ha voluto sapere di rispettare la scadenza stabilita dai medici. Nemmeno l’elicottero pronto ad arrivare in 15 minuti dalla base di Olbia. E nemmeno l’ambulanza, con il motore acceso in direzione ospedale Giovanni Poalo II. Il piccolo è nato alla Maddalena, all’ospedale Paolo Merlo, proprio lì dove il Punto nascita è stato soppresso per decreto. Il bimbo e la madre stanno bene e si trovano adesso nel nosocomio olbiese. Un episodio che nella comunità maddalenina non lascia indifferenti. E diventa un assist per fare pressing sulla nuova giunta regionale che alle Regionali di febbraio ha vinto anche con la promessa di riaprire il Punto nascita e riportare al Paolo Merlo importanti servizi sanitari.

Il travaglio. Alle prime ore di ieri, verso la 1,30 la neomamma, poco più di 30 anni, arriva al Pronto soccorso del Paolo Merlo. Come viene accertato dai medici, è nella prima fase del travaglio. Tre settimane fa aveva fatto la visita di controllo e la data di nascita del piccolo era in programma tra due settimane. Ma non per il neonato che aveva invece già deciso di fare uno scherzo ai genitori e arrivare al mondo il primo aprile.

Il protocollo. Dopo la soppressione del Punto nascita, la Assl ha attivato un protocollo per le donne in gravidanza. Visita di controllo in avvicinamento del parto. Trasferimento a Olbia alcuni giorni prima del giorno ipotizzato per la nascita del bambino.

Ambulanza o elicottero. Quando la donna arriva al Paolo Merlo i medici la visitano. Dopo la prima valutazione si decide il trasferimento in ambulanza fino a Olbia. Si attiva il protocollo che prevede la sistemazione della donna in ambulanza assistita dal personale sanitario. Il blocco del traghetto in banchina fino all’arrivo del mezzo con la paziente e la partenza immediata verso Palau. Ma il bambino ha troppa fretta di nascere. Le contrazioni diventano sempre più forti. Impossibile trasportare la donna sull’ambulanza. I medici lo intuiscono e per sicurezza chiedono l’intervento dell’elisoccorso. Avere la certezza di un trasferimento immediato a Olbia, in caso di complicazioni potrebbe salvare la vita del piccolo e della madre. Ma l’ambulanza con le ali nemmeno decolla. Alle 3,45 il bambino è nato, in modo naturale e senza problemi.

La politica. Per anni il Punto nascita soppresso è stato al centro dell’agenda politica regionale e governativa. Lo Stato lo ha soppresso perché non raggiunge il numero minimo di parti stabilito dalla legge. La Regione non ha mai presentato la deroga per riaprirlo. Ora la questione è nelle mani del neo governatore Christian Solinas. Che in campagna elettorale ha promesso la riapertura.

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