Via i gazebo dal porto, operatori nautici in guerra

Palau, gli imprenditori si difendono: «Nessun legame con l’ordigno». Ma accusano: «Cacciati via»

PALAU. La rivoluzione del porto turistico rischia di mettere in ginocchio gli operatori nautici che svolgono anche attività di bigliettazione per il noleggio imbarcazioni e gite alle isole. Sono 24 tra titolari e soci di aziende, l’80% sono di Palau. Avrebbero dovuto aprire i battenti a Pasqua, come ogni anno. Promuovendo i loro servizi per 6 mesi nei gazebo allineati lungo la banchina del porto turistico e creando un indotto di oltre 100 lavoratori stagionali. Ma il Consiglio comunale, a maggioranza, ha cancellato il posizionamento dei gazebo ritenendoli “non funzionali all’idea di sviluppo turistico dell'amministrazione per quell’area”. Prima di raccontare la loro vicenda esprimono solidarietà al sindaco Franco Manna per il grave atto intimidatorio compiuto da ignoti da lui subito «È un gesto deprecabile e contrario ai nostri valori», affermano con forza. E allontanano ogni dubbio e su qualsiasi collegamento con la bomba all’agenzia immobiliare del sindaco.

Lo spostamento. Alla fine di febbraio tutti gli operatori avevano protocollato la richiesta in Comune per la concessione dei chioschi amovibili. «Il 22 febbraio durante una riunione con gli amministratori comunali c’era stato proposto uno spostamento: dall’attuale fascia della banchina nell’area di fronte, quella all'ingresso laterale del parcheggio a pagamento – racconta Gabriele Storchi –. A tempo di record abbiamo prospettato e realizzato un progetto di valorizzazione dell'area in cui ospitare un polo di servizi commerciali».

La proposta. «Stiamo costituendo anche un'associazione – annuncia –, proprio perché crediamo sia necessario un potenziamento delle nostre attività. Abbiamo spiegato al sindaco e agli amministratori che ciascuno di noi avrebbe investito più che volentieri dei soldi per concretizzare la proposta. Ma non si può certo realizzare in un paio di mesi, per quest’anno avevamo chiesto di lasciare invariata la situazione. Invece, la cancellazione dei gazebo è stata l'unica risposta dell'amministrazione». Operatori in crisi. Giuseppe Pincioni è il presidente della consulta cittadina sulla portualità, una di quelle istituite a tema e a tempo dalla stessa amministrazione. «Il 26 novembre ci siamo riuniti per fare il punto sul settore – spiega –. Poi abbiamo consegnato una relazione molto dettagliata su luci e ombre della portualità, sulle nostre attese e i progetti di sviluppo. Con un colpo di spugna sindaco e amministratori hanno invece cancellato il presente e il futuro di questo motore trainante per l'economia del paese. E messo in ginocchio 24 famiglie. C'è chi vive da queste attività e deve pagare il mutuo della casa. O chi ha rate mensili di 1.600 euro per l'acquisto in leasing delle imbarcazioni». Gli operatori annunciano una battaglia legale se la porta del dialogo con gli amministratori dovesse chiudersi in modo definitivo. (w.b.)

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