Organici all’osso in tribunale il caso Gallura in commissione

I deputati Businarolo e Perantoni visitano gli uffici giudiziari di Tempio e incontrano i magistrati «Chiederemo al ministro di colmare i posti vuoti nella pianta del personale e vigileremo per il futuro»

OLBIA. L’ultima richiesta d’aiuto, l’ennesima lanciata quest’anno, il presidente del tribunale di Tempio Giuseppe Magliulo l’ha affidata ieri al presidente della commissione Giustizia della Camera Francesca Businarolo e al collega deputato Mario Perantoni, impegnati in una visita nei palazzi di giustizia di Tempio e di Sassari (il 26 mattina). A loro, Magliulo e il procuratore Gregorio Capasso, ma anche i giudici, gli avvocati e il personale amministrativo hanno spiegato l’emergenza in cui vive, o meglio, sopravvive, il tribunale di Tempio, sfiancato dalla carenza di giudici e personale, con un pesante squilibrio tra gli uomini disponibili (al momento la scopertura della pianta organica, già di per se inadeguata, è del 27 per cento) e la vastità delle attività da compiere per sanare carenze risalenti a oltre un decennio. Un’emergenza – ancora più grave nel settore penale – certificata anche da una recente ispezione ministeriale, che non riesce a trovare sbocco nonostante le tante sollecitazioni.

«Sono profondamente amareggiato – ha detto Magliulo – Ho chiesto più volte di essere sentito dal ministero, non ho neanche ricevuto risposta. Più di quello che ho fatto finora, non posso fare. Ciò che mi preme di più è che i cittadini non perdano speranza nella giustizia».

I due parlamentari del M5s hanno rassicurato i tanti presenti all’incontro, riuniti in un’aula delle udienze. «Sul problema c’è grande attenzione, porteremo le vostre istanze al ministro», ha detto Francesca Businarolo.

«Faremo pressione per colmare i vuoti sull’attuale pianta organica – ha precisato Perantoni – E nel momento in cui le piante organiche saranno riviste a livello nazionale, cosa già prevista, sarò molto attento affinché vengano date a Tempio le giuste risorse». Naviga nelle stesse acque, sul fronte degli organici, anche la Procura. Che conta su 4 sostituti procuratori a fronte dei 7 di Nuoro e dei 6 di Oristano. Uno squilibrio in un territorio complesso come quello della Gallura, caratterizzato da forti interessi economici e da tutte le problematiche connesse alla presenza di un porto e di un aeroporto. «Nonostante tutto, pur con grandi sforzi, stiamo portando avanti inchieste importanti e siglando protocolli d’intesa col territorio, per invertire la rotta», ha sottolineato il procuratore Capasso.

Nel tribunale di Tempio si lavora ogni giorno nell’emergenza, «con lo sforzo, la collaborazione e l’impegno di tutti, andando oltre le nostre competenze», hanno rimarcato alcuni operatori, Giulio Veneto e Antonella Bulciolu. Fondamentale il contributo dei giudici onorari, come rimarcato dal got Sergio Pastorino. «Lavorare in questa condizione per noi avvocati è difficile perché siamo l’anello di congiunzione tra i cittadini e l’istituzione, ma non è mai mancata la nostra collaborazione», ha aggiunto il neo presidente dell’Ordine degli avvocati Carlo Selis. «Sono qui da 28 anni e non abbiamo mai issato bandiera bianca neanche quando siamo rimasti in 4», ha aggiunto il giudice Marco Contu. «Fate uscire il tribunale dalla precarietà, cancellate la parola sofferenza», è stato l’appello dell’avvocato Domenico Putzolu, componente della giunta nazionale dell’Unione delle Camere penali d’Italia.

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