Costa Paradiso, il Tar respinge il ricorso del cda

Il Comune vince il primo round. I privati che vogliono realizzare i collegamenti fognari potranno farlo

COSTA PARADISO. Il Tar della Sardegna, qualche giorno fa, ha respinto il ricorso del Cda della Comunità di Costa Paradiso su lavori che alcuni privati vogliono realizzare per i collegamenti fognari al depuratore.

Con una delibera del 2016, il Comune di Trinità d'Agultu autorizzava le ditte private a “realizzare la fognatura ed eventuale modulo dell'impianto di depurazione, funzionale a garantire il rilascio dell'abitabilità relativa agli immobili interessati, nonché a servire i lotti liberi, in attuazione del progetto Savi, come integrato dalle prescrizioni della società Abbanoa S.p.a”.

Il consiglio di amministrazione, mesi fa, ha presentato un primo ricorso che avrà esito nei prossimi mesi, perché ritiene che i lavori debbano essere eseguiti dal Comune e non dai privati. A questo è andato a sommarsi l'ultimo ricorso con motivi aggiuntivi nel quale si chiedeva ancora che fosse il Comune a pagare e realizzare le infrastrutture fognarie e non i privati. Con ordinanza del 29 maggio, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda) ha respinto il ricorso cautelare proposto dalla Comunità del Territorio di Costa Paradiso contro il Comune di Trinità d’Agultu e Vignola, Abbanoa Spa, la Regione Sardegna, Arpa, l'Ente di Governo dell’Ambito Sardegna e la Provincia di Sassari. L'ordinanza del Tar Sardegna, dunque, consentirebbe ora ai gruppi Mela/Gravina (che vogliono eseguire i lavori a loro spese e senza scopo di lucro per la parte che gli riguarda) di procedere con l’iter per la realizzazione del primo stralcio funzionale delle infrastrutture fognarie del comprensorio di Costa Paradiso. Le due società che vogliono realizzare i lavori (e a loro spese) andrebbero a coprire circa la metà delle case presenti a Costa Paradiso. (s.d.)

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