Mezzi truccati per truffare il 118

Denunciato il presidente della Onlus Gallura soccorso. Sequestrate due ambulanze e l’automedica

SANT’ANTONIO DI GALLURA. Soccorrevano feriti e malati con ambulanze apparentemente in regola ma in realtà vecchie, non idonee e con chilometraggio appositamente scalato per rientrare nei requisiti previsti dalle norme in vigore. Per poter sottoscrivere la convenzione con l’Assl di Olbia e svolgere il servizio di emergenza-urgenza 118, il presidente della Onlus “Pubblica assistenza Gallura soccorso”, associazione che opera a Sant’Antonio di Gallura (dove ha anche la sede) e a Vignola mare, avrebbe presentato dichiarazioni false attinenti le caratteristiche tecniche dei mezzi in dotazione, facendole risultare in regola con i requisiti previsti e percependo soldi pubblici per lo svolgimento di quel servizio.

È quanto è emerso dalla complessa indagine condotta dai finanzieri della Tenenza di Tempio, al comando del capitano Andrea D’Alessandro. A finire nei guai, il presidente della Onlus, Pietro Concas, 52 anni, di Tempio, denunciato all’autorità giudiziaria per truffa aggravata ai danni dell’Assl. Le fiamme gialle hanno sequestrato due ambulanze, un’automedica e 150mila euro indebitamente percepiti dall’Assl .


A far scattare l’attività di polizia giudiziaria – coordinata dal procuratore Gregorio Capasso e dal sostituto procuratore Luciano Tarditi – alcune anomalie rilevate dai finanzieri tempiesi nella convenzione stipulata con l’Assl nel dicembre 2016. La convenzione prevedeva l’impiego di mezzi con immatricolazione non superiore ai sei anni e una percorrenza massima di 200mila chilometri, mentre, per l’ambulanza utilizzata per il servizio 118 a Sant’Antonio di Gallura, i finanzieri hanno accertato che era vecchia di sette anni e per quella di Vignola mare una percorrenza di oltre 220mila chilometri, a fronte degli 81mila falsamente dichiarati. Ad aggravare la situazione, il fatto che i mezzi di soccorso svolgessero il servizio senza essere coperti da assicurazione Rca mettendo a rischio l’incolumità dei trasportati e degli utenti della strada. Il presidente della Onlus, stando agli accertamenti eseguiti dalle fiamme gialle galluresi, avrebbe dichiarato il falso al fine di ottenere la concessione del servizio per il quale era previsto un introito erogato dall’Assl che prevedeva due voci: la quota convenzione, pari a circa 6mila euro al mese, e il rimborso chilometrico che veniva corrisposto ad ogni intervento di soccorso, in seguito alla chiamata della centrale operativa 118.

La lunga attività di verifica condotta dai finanzieri di Tempio – che rientra nell’ambito dei servizi predisposti dal comando provinciale di Sassari a tutela del bilancio dello Stato e degli enti locali – si è conclusa con l’esecuzione del decreto di sequestro preventivo dei tre mezzi, disposto dal gip del tribunale di Tempio Caterina Interlandi. La guardia di finanza sottolinea che l’operazione si è svolta in stretta collaborazione con la dirigenza e il personale medico dell’Azienda tutela della salute (Area socio sanitaria di Olbia), e della sala operativa del servizio 118 di Sassari (Areus). Per il danno erariale emerso sarà interessata la Corte dei Conti di Cagliari. Pietro Concas è difeso d’ufficio dall’avvocato Piera Fresi.

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