Negato il trasporto all'ospedale di Olbia: il bimbo nasce in casa a Tempio

L'ospedale Giovanni Paolo II di Olbia

A causa di un precedente falso allarme una giovane mamma non ha avuto accesso al Giovanni Paolo II

TEMPIO. Non accadeva da chissà quanto tempo: niente soccorsi e niente sala parto in ospedale, la bimba nasce in casa tra le braccia amorevoli della nonna. È l’immagine di una maternità d’altri tempi, sicuramente commovente, ma anche l’ennesima prova del malfunzionamento della sanità in Gallura, senza più punti nascita se non a Olbia.

La protagonista è una ragazza 20enne di Tempio. Giunta alla 39esima settimana di gestazione e in procinto di partorire, ieri mattina ha richiesto inutilmente l’invio di una ambulanza alla Assl per essere trasferita d’urgenza all’ospedale di Olbia, visto che al Paolo Dettori di Tempio ormai da due anni non si può partorire. La donna in quel momento si trovava a casa in compagnia della suocera. Di fronte al no fermo (e forse anche un po’ sgarbato) della centralinista, la suocera non si è persa d’animo e si è concentrata sulla nuora dolorante, che proprio in quei minuti stava cominciando le contrazioni. «L’ho aiutata a partorire – racconta commossa – e poco dopo è venuto alla luce un bel maschietto, Mauro. L’ho messo a testa in giù liberandolo di quanto ancora lo avvolgeva, gli ho pulito la bocca e finalmente ha pianto. È andata bene. L’ho preso tra le braccia e ho provato una grande emozione. Mai conosciuta una esperienza simile».


La nonna coraggio non trattiene le lacrime al ricordo del parto in casa, ma neanche la rabbia per il rifiuto dell’operatrice sanitaria. Brucia quel diniego legato a un altro allarme parto segnalato dalla stessa giovane la scorsa settimana. Un falso allarme che aveva mobilitato il costoso servizio di elisoccorso da Tempio verso l’ospedale di Olbia. «Mica è stata colpa mia – dice amareggiata la nonna – se mercoledì scorso l’elisoccorso ha fatto un trasporto da Tempio a Olbia che si è rivelato del tutto inutile».

Ieri mattina la scena si è ripetuta e di fronte al no dell’operatrice Assl la nonna-ostetrica ha dovuto fare tutto da sè. Dopo il parto, sollecitata ancora una volta dalla nonna, a casa della neo mamma è arrivata a sirene spiegate - questa volta sì . una ambulanza per trasportare la madre e il bambino in ospedale a Olbia.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, ma a Tempio la notizia del parto (forse il primo di quest’anno a Tempio, per lo meno in queste condizioni di difficoltà), in un baleno ha riacceso la polemica mai sopita sullo stato di abbandono in cui versa la sanità in Gallura. Da fonti vicine alla famiglia della neo mamma si apprende anche che oggi con l’ausilio di un legale, con ogni probabilità sarà presentato alla compagnia dei carabinieri di Tempio un dettagliato esposto-denuncia sull’accaduto. L’ultimo di una lunga serie.

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