«Siamo pronti allo sciopero generale»

Il presidente della conferenza territoriale Antonio Satta : «Ultima chiamata per Regione e Ats: vogliamo risposte» 

OLBIA. Il termine dell’ultimatum è abbondantemente scaduto. I sindaci della Gallura, riuniti lo scorso 13 luglio ad Arzachena, avevano dato dieci giorni di tempo alla giunta guidata da Christian Solinas e ai vertici dell’Ats per partecipare a un incontro urgente. L’obiettivo era ed è sempre soltanto uno: dire basta al “continuo e ormai insostenibile peggioramento sia dei servizi ospedalieri che della medicina territoriale dell'intera Gallura, con drammatiche e gravissime ripercussioni e rischi per la salute dei cittadini e dei vacanzieri».

È passato quasi un mese da quell’incontro «già snobbato dagli assessori regionali» e da allora non è mai arrivato nessun segnale. Ma adesso la conferenza socio sanitaria del territorio, presieduta da Antonio Satta (che è anche sindaco di Padru), dopo aver firmato all’unanimità il duro documento di protesta rincara ulteriormente la dose. E minaccia uno sciopero generale. «Siamo pronti a scendere tutti in piazza - dice Antonio Satta - e siamo intenzionati a coinvolgere i consiglieri regionali, le scuole, i sindacati, le imprese, le associazioni degli industriali. Stiamo assistendo a una mancanza di rispetto umiliante e offensiva nei confronti della Gallura che non ha precedenti nella storia della politica regionale. Ed è umiliante persino parlarne. Il confronto è doveroso sia per dare risposte che per stabilire i provvedimenti urgenti da adottare». «Mai la nostra sanità – aggiunge il presidente della conferenza – è stata in ginocchio come in questo momento e non ci stiamo più. Non vorremmo che si ripetesse una situazione che già conosciamo, con una Regione schierata in modo sempre più netto contro la Gallura».

Antonio Satta va oltre e non trattiene l’ira anche di fronte «all’assurda decisione di mettere sotto accusa i primari che hanno raccontato pubblicamente, in consiglio comunale, le gravissime emergenze con le quali sono costretti a convivere. Noi sindaci siamo e saremo al loro fianco. Dovremmo essere grati a questi medici per quello che riescono a fare operando in condizioni inaccettabili e invece si mette loro il bavaglio e si puniscono dimenticando che lavorano per curare e salvare la vita delle persone e che, quindi, hanno il diritto e il dovere di parlare. Di fronte a tutto questo, ribadiamo che non molleremo mai e che porteremo avanti con tutte le nostre forze questa sfida. Quindi, ora, vogliamo vedere fino a che punto la Regione snobberà le richieste della Gallura. Noi pretendiamo risposte e soluzioni. E questa è l’ultima chiamata».

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