Lavori abusivi a Li Feruli il sindaco sceglie il silenzio

Ruspe in area protetta a Trinità, Carta non commenta la denuncia alla Procura Il Corpo forestale ha sequestrato il cantiere per la realizzazione di una strada

TRINITÀ. Il sindaco di Trinità d’Agultu, Giampiero Carta (difeso dagli avvocati Ballero e Orecchioni), sceglie la via del silenzio sulla vicenda di Li Feruli, dove, secondo una denuncia del Servizio territoriale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Tempio, sarebbero stati eseguiti dal Comune di Trinità interventi non conformi alle disposizioni regionali in materia ambientale. «Per il momento – dichiara cortesemente il sindaco di Trinità – non ho nulla da dire. Dopo il pronunciamento dell’autorità giudiziaria, farò, se necessario, le mie considerazioni». Lo stesso atteggiamento di prudente commento, pur con mille distinguo, dettati più dall’appartenenza politica che dal giudizio sull’intervento eseguito, si riscontra sia in paese, fra gli abitanti di Trinità, sia fra diversi colleghi sindaci galluresi (alcuni dei quali hanno già avuto a che fare con la giustizia per situazioni similari), che si dicono tutti estimatori convinti del sindaco Carta. «Che – dicono alcuni – avrà avuto buoni motivi per dotare la sua comunità e i turisti di un servizio viario importante. Prima di tutto per la sicurezza, e anche per motivi turistici».

La vicenda ha avuto inizio tempo fa, quando nell’ambito di un’ampia attività finalizzata alla prevenzione e repressione delle violazioni in materia ambientale, gli agenti dell’Ispettorato forestale di Tempio, comandati dal direttore del servizio, Giannicola Zuccarelli, hanno scoperto in località Li Feruli, in comune di Trinità d’Agultu, mezzi meccanici, camion, ruspe e rulli compattatori impegnati in un poderoso intervento, che non sarebbe stato autorizzato dal Servizio di valutazione ambientale. Gli agenti, del Nucleo investigativo del Corpo forestale di vigilanza ambientale, erano intervenuti sul posto mentre uomini e mezzi erano ancora all’opera. Immediato è arrivato dall’Ispettorato forestale l’ordine di sospensione dei lavori, il sequestro preventivo penale dei mezzi e la segnalazione, con un corposo dossier, all’autorità giudiziaria. Al momento in cui gli agenti forestali sono intervenuti, le ruspe avevano già aperto una pista di penetrazione per raggiungere la spiaggia per circa 200 metri di lunghezza e 6 metri di larghezza. «Il tutto – spiega un comunicato del Corpo forestale, che periodicamente monitorava il sito – in un’area retrodunale della Zona speciale di conservazione habitat prioritario, dune costiere con Juniperus, e da tempo dichiarato “Sito di importanza comunitaria Natura 2000». «Ogni intervento (piani, programmi, progetti, lavori ed attività varie) non direttamente connesso alla gestione del sito e la cui attuazione potrebbe generare incidenze significative in tale l’area – si legge nell comunicato dell’Ispettorato – deve essere sempre preventivamente e preliminarmente autorizzato dal Servizio di valutazione ambientale dell’assessorato della Difesa dell’ambiente, oltre che dall’Ufficio tutela del paesaggio». Ora la parola passa ai giudici e agli avvocati del sindaco Carta.



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